Pranzo di Natale: menù di pesce

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Se ancora avete qualche dubbio sui doni di Natale, quest’anno va moltissimo regalare, soprattutto agli amati, ma anche ai meno amati, un bel corso di cucina. Con la passione contagiosa per l’arte della cucina, la febbre dei programmi TV sugli showcooking, la fama degli chef dilaga e quindi tutti vorrebbero emularli. O almeno ci provano.
Quindi quando mi hanno invitato a un corso culinario, dove si insegnava a preparare un pranzo di Natale con un menù di pesce, ho accettato con entusiasmo e curiosità.
Il menù prevedeva la preparazione di polpo arrosto su crema di patate e salsa verde, insalata di radicchio tardivo con cubotti di salmone al sesamo nero, calamari farciti con erbette di campo, ravioli di cavolo romanesco e vongole ai frutti di mare.
Tanto per cominciare il mio telefono si è scaricato quasi subito, quindi l’unica foto che sono riuscita a fare è quella qui sopra e per il resto lavorate di fantasia.
Nessuno mi ha prestato un caricabatterie o un telefono per fare altre foto, forse perchè sul pesce sono piuttosto preparata e poi soffro da sempre della sindrome della prima della classe e quindi ero antipatica, soprattutto quando alzavo la mano per dire:
“Scusi Chef! E’ vero che il polpo lo devo bollire con un tappo di sughero per renderlo più tenero?”
Oppure:
“Scusi Chef! Ma se le vongole non si aprono, è vero che le dobbiamo buttare?”
E ancora:
“Scusi Chef, cosa faccio con questo calamaro che continua a sputare inchiostro peggio di una penna Bic rotta?”
(Vero momento di panico, pensavo che solo le seppie avessero l’inchiostro e ho scoperto che i calamari sono in realtà dei calamai)
Quando facevo tutte queste domande, per ostentare la competenza, sentivo di non essere simpatica a tutti.
Però c’erano anche persone che si stavano antipatiche fra di loro.
Ho sentito un marito sibilare alla moglie:
“Siamo qui al corso, adesso smettila di rompere i co…”
Poi ci hanno servito da bere e ci siamo tutti rilassati un po’ di più. Anche quelli allergici all’aglio e anche chi odiava il cavolo.
Comunque mi sono concessa anche una piccola vendetta: c’era un marito pignolo di una signora molto truccata che ha criticato il mio battuto di moscardini. Secondo lui non era abbastanza sminuzzato e ha ripreso lui a tagliuzzare con un’espressione da esperto.
Ma l’ho aspettato al varco: ero posizionata vicino al lavandino e quando si è avvicinato per lavarsi le mani, con un sorriso ho aperto il rubinetto e gli ho detto: “Prego!”
L’acqua era caldissima e lui ha guaito di dolore.
(Il Natale non rende tutti più buoni)
Però è stata una bella serata e un corso di cucina è un regalo veramente divertente.

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