Amy Winehouse: il film

Più che un film, un documentario. La biografia cinematografica Amy – the girl behind the name , che narra la tragica vita della cantante inglese, è toccante e coinvolgente.
Il regista Asif Kapadia ha raccontato della cantante scomparsa a soli 27 anni, raccogliendo tanti spezzoni della sua vita, filmati e interviste, e montandoli in modo realistico e commovente, senza giudicare.
Senza scadere nel sensazionalismo.
Pur riconoscendo e apprezzando la sua voce formidabile, non sono mai stata una fan di Amy Winehouse, ma conoscere meglio la sua storia ha cambiato la mia percezione sul personaggio.
Era una ragazza che amava la musica e ha avuto la fortuna di ottenere un contratto discografico giovanissima a diciannove anni. Poco tempo dopo è arrivato il successo ma lei, fragile e insicura a causa di un’infanzia traumatizzata dall’assenza paterna, non ha retto la responsabilità.
Poco incline ai compromessi commerciali ha cercato di mantenersi vera, non sottomettersi alle regole del mercato. Poi si è anche innamorata dell’uomo sbagliato, ha sofferto e sbagliato. E per sopravvivere ha abbinato alcol e droghe alla sua bulimia.

Come sia finita è storia nota, un ulteriore dettaglio triste che racconta il film riguarda lo sciacallaggio della sua famiglia che invece di proteggerla da se stessa ha cercato di monetizzare il più possibile, fino all’aultimo, sulla sua fama.
La visione di questo film è consigliatissima per gli adolescenti che vogliono trasgredire: la parabola di Amy e il lato autodistruttivo del suo carattere sono più efficaci di mille discorsi.