Ask.fm il lato oscuro di Facebook

In questi giorni, in seguito a un fatto tragico che non mi permetto di commentare, sui media si parla molto di Ask.fm il social network frequentato dagli adolescenti dove si possono fare domande di ogni tipo, anonimamente. Ho sentito i commenti di magistrati, insegnanti, deputati, giornalisti, esperti di cyber bullismo, ecc. ecc. C’è chi propone di chiudere il sito. Chi di chiedere ai proprietari, due lettoni, di fornire le generalità di chi usa Ask.fm per insultare. Chi consiglia ai genitori, giustamente, di controllare e seguire di più i propri figli.
Un aspetto però non mi sembra sia stato sviscerato abbastanza: il perchè gli adolescenti siano così interessati a questo sito. Una ragione, già enunciata, è senz’altro il fatto che su Ask.fm non ci siano gli adulti che invece imperversano su Facebook. Ma il motivo vero è un altro: i ragazzi aprono un profilo su Ask.fm, quindi sono disposti a rischiare, a farsi fare domande di qualsiasi tipo, perchè sperano di ricevere proposte di corteggiamento e complimenti. Infatti se su Facebook i commenti positivi si sprecano, diventando anche stucchevoli, su Ask.fm si è anonimi, quindi i commenti sono più veri. Un complimento su Ask.fm vale più di cento “mi piace”.
Audaci gli adolescenti linkano il profilo di Ask.fm sulla loro pagina FB, quasi questa fosse la stanza privata, l’angolo dove veramente succedono le cose.
Perchè i ragazzi sono (in teoria) pronti a rispondere a qualsiasi tipo di domanda.
Da quelle stupide e commerciali del sito stesso, che magari chiede quali siano i cereali preferiti, a quelle del compagno di scuola che vince la timidezza (grazie all’anonimato) e domanda se si è fidanzati, se piace una certa persona…insomma sonda il terreno per sapere se ci può provare. Spesso sono gli stessi proprietari del profilo, che se la cantano e suonano da soli, si fanno domande (tanto c’è l’anonimato) per lanciare dei messaggi.
Per apparire più cool, per migliorare la propria immagine.
Insomma Ask.fm sarebbe un mezzo perfetto per le PR sentimentali dei ragazzi se non ci fosse il lato oscuro, il rischio di venire insultati e anche con estrema cattiveria (tanto c’è l’anonimato).
Quindi credo che la domanda vera, per noi genitori, sia chiederci cosa fare per aiutare i nostri figli ad acquistare sicurezza, quella che fa decidere che ci si piace abbastanza.
E quindi non c’è bisogno di esporsi così tanto, di rispondere a stupide domande per sentirsi veramente fichi.

6 comments

  • non sono (ancora) genitrice, quindi forse ho poca voce in capitolo, ma visto come siamo venuti su noi, senza tutte queste menate di social network e telefonini e visibilità on line, mi domando se dietro a tutto questo non ci siano voragini peggiori, tipo mancanza di valori fondamentali e, in generale, di una vita “normale”.
    ripeto, forse dovrei solo starmene zitta, eppure…

    • patriziavioli

      Sono d’accordo con te, ho riflettuto ancora dopo aver scritto questo post e mi sembra che ci sia una gran (brutta) voglia di fare sensazionalismo sull’argomento. I ragazzini che facevano “cosacce” (tanto per non scrivere termini più espliciti) ci sono sempre stati anche ai miei tempi. E purtroppo anche alcuni che si disperavano, ora sembra che la colpa di (quasi) tutto siano i social network. Non è così, forse come dici tu c’è stato un abbassamento dei valori anche nell’educazione. Che spesso viene confusa con il concetto di “parcheggio”, se si lasciano i figli per ore e ore davanti allo smartphone, all’iPad o alla Tv non ci può poi stupire se da adolescenti se la raccontino anche su Ask.fm

  • Ecco, i miei figli sono ancora piccoli, ma leggo/sento mamme che dicono che già alla primaria non riescono a staccare i figli da tablet e computer…

    Ma come??
    Per quanto riguarda tv, tablet e videogiochi noi abbiamo stabilito delle regole: raramente in settimana e nel week-end mai di mattina. E i nostri le rispettano e si inventano altre cose da fare… certo crescendo sarà più difficile, ma se dovessi già combattere con certe abitudini adesso che son piccoli, penso che scapperei :\

  • patriziavioli

    Infatti dare dei tempi per i giochi “elettronici” secondo me è la cosa giusta da fare!
    La maestra di Anita, che adesso è due generazioni dopo, cioè bimbi di prima di 6-7 anni mentre mia figlia ne ha quasi 17 ha detto che questi nativi digitali arrivano a scuola che non sanno neppure tenere la biro/matita in mano perchè i genitori non li hanno quasi fatti disegnare. Mi sembra terribile 🙁

  • Il tuo post mi ha fatto venire in mente un episodio personalmente accadutomi. Primo giorno di superiori (14 anni), scuola di fotografia, l’insegnante ci chiede perchè abbiamo fatto questa scelta. All’epoca con grandi sogni nella testa, rispondo che mi sarebbe piaciuto essere reporter di guerra. Dal fondo della classe, appena appena udibile, sento uno dei miei nuovi compagni, conosciuto più o meno da tre ore, che commenta “così ti fai ammazzare e ci liberi della tua presenza”.
    Tutte le volte che sento demonizzare internet come luogo di crudeltà e “deviazione giovanile” mi ricordo di tutte le cattiverie subite nelle medie e nelle superiori; non sono mai stata del club “cheerleader” e qualcuno pensava che che fondamentalmente fossi uno spreco di carbonio, senza sfociare per fortuna nel bullismo.
    Non raccontavo certo queste cose ai miei genitori, eppure il fatto che fossero “attenti” a me, non apprensivi, credo abbia fatto la differenza nel superare l’adolescenza con le sue crisi d’identità. Ovviamente nell’equazione devo anche inserirci il mio carattere .
    Quindi oggi che mi ritrovo un ragazzo quasi adolescente, cerco di esserci più che dire, cerco di fare in modo che mio figlio mi veda come alleata emotiva nel suo percorso, che è solo suo. Ovviamente incrocio le dita tutti i giorni e spero che basti

  • patriziavioli

    Ciao Gloria, grazie della tua testimonianza.
    Auguro tutto il male possibile al tuo compagno carogna 🙂
    Comunque hai ragione, la rete viene demonizzata. C’è un atteggiamento ambivalente dei genitori rispetto al web, lo ripeto, da una parte è un utile parcheggio e dall’altra poi diviene lla causa di tutti i mali.
    La cosa difficile, come dici, per noi genitori è essere emotivamente vicini ma non troppo invadenti.
    E’ un esercizio di equilibrio molto sottile e complicato.
    Un abbraccio 🙂