Il cartello dei libri scolastici


Ieri siamo andate al Libraccio, il negozio storico milanese per la compravendita di testi scolastici usati.
Così mi sono nate alcune riflessioni sul business dei libri scolastici.
Pensieri piuttosto bui: la prima sensazione è che esista un “cartello” per tener alto il prezzo dei testi. Ogni tomo ha un prezzo che oscilla dai 19 ai 30 euro e in una classe “base”, come ad esempio la prima media, sono necessari almeno 10 testi.
E i conti sono presto fatti. Spesso una materia viene sviscerata con almeno due-tre testi e poi c’è sempre l’immancabile CD.
Voglio proprio partire dall’utilità dei CD, sono così attuali che addirittura i nuovi Mac non vengono neppure prodotti con l’entrata per il CD. Oramai tutti utilizzano le chiavette USB.
(I CD sono però deliziosi da appendere, debitamente glitterati, all’albero di Natale!)
Ma dire che il libro ha in dotazione il CD fa alzare il prezzo.
Il CD poi ricopre un ruolo fondamentale nel momento in cui si vuole vendere il libro, spesso è intonso ma, all’analisi dell’addetto al negozio che lo deve acquistare, spesso manca il CD. E allora il libro non si può vendere.
A casa mia ci sono CD dei libri di scuola che vivono ormai da anni dimenticati nei vari cassetti.
Arrivano lì perchè in un pomeriggio noioso di compiti invernali, invece di studiare il nostro cucciolo sfoglia il libro, strappa il CD dalla sua bustina trasparente lo guarda, gli fa uno scarabbocchio sopra e dice:
“CD del cavolo, non serve a niente” e lo lascia vagare per la scrivania.
Poi arriverà qualcuno che lo metterà via, chissà dove non si saprà mai.

Ieri c’era una signora in fila davanti a me che comprava un libro usato. Il commesso le ha portato quello che cercava, dicendole:
“Ecco il CD quello che è qui nella sua lista”
(tutti i genitori stremati dal caldo si sventolavano con la lista dei libri)
La signora, che non era stupida, ha subito risposto:
“No, il CD non mi serve, mi dia quello senza, così spendo meno”
Allora il commesso che la sapeva più lunga di lei, ha sorriso sornione:
“No, signora vede: Come Disegnare, CD è il titolo del testo”
(Ah, la genialità perversa degli editori!) Così la poveretta ha dovuto accettare, scusandosi quasi.
Quando si acquistano i libri usati si possono naturalmente sfogliare, per verificarne lo stato di conservazione, prima di accettarli. I genitori quando comprano i libri usati sono sempre nervosi. Sarà perchè per i loro figli invece vorrebbero il meglio e non se lo possono più permettere, o perchè la trafila di acquisto è sempre lunga e si perde un sacco di tempo, per questa o quell’altra ragione l’atmosfera in questi momenti è sempre spiacevole.
Ieri al Libraccio c’era un’altra signora piuttosto tesa verso il figlio.
Quando le hanno portata una versione usata de “L’Inferno” con parecchie note a margine e anche una scritta “Amo Alessio” a biro e tanti cuoricini, suo figlio ha protestato (diranno che sono gay!) ma lei non era certo omofobica, come una iena gli ha detto che doveva solo pensare a studiare di più e che quella “Divina Commedia” andava benissimo.

Durante l’anno scolastico poi succede anche che i testi scelti, comprati e pagati a peso d’oro, siano completamente inutili. Perchè non erano proprio stati scelti dal prof che li deve usare, magari erano preferiti dal collega che ha cambiato scuola, e al nuovo prof fanno …cagare. Cioè non lo soddisfano.
Oppure il prof è stato “costretto” a sceglierlo, ma poverino non era veramente convinto.
Così vai di fotocopie, di altri libercoli da comprare in più. Qui c’è anche la beffa, perchè comprare un testo scolastico fuori tempo, è anche difficile. L’anno scorso ho impiegato un mese e mezzo per trovare un’extra testo di antologia.

Insomma se l’editoria è in crisi, ci sono sempre i testi scolastici a rimpolpare le casse. Infatti ogni anno i manuali cambiano, sono aggiornati (???) costano di più e vanno sostituiti.
E gli ebook? Troppo innovativi, troppo leggeri e soprattutto troppo convenienti. Solo in qualche istituto tecnico e scuola privata hanno deciso che invece di spaccarsi la schiena i ragazzi possono usare il tablet.
Insomma il cartello degli editori scolastici mi ricorda molto quello dei produttori di latte artificiale anzi forse c’è un patto scellerato fra loro: fare un figlio è caro, dalla culla all’università!

13 comments

  • La mia figliola ha finito quest’anno il liceo ed è stata presa d’assalto da mille persone che volevano i suoi libri. Non era mai successo. E’ vero che i suoi libri sono nuovissimi e con gli appunti a matita visto che la fanciulla è precisina e ordinatina come il padre e non scriverebbe mai “amo chissachì” su un libro di greco… Ed è vero che la figliola in questione non ha venduto nulla a parte religione perchè, ha detto, è affezionata ai suoi libri e manuali.
    Certo in quei libri c’è un capitale e lo stesso capitale ho speso per i libri per la preparazione ai test universitari…. hai ragione, un business…

  • patriziavioli

    Sono contenta che anche tu confermi la mia impressione!
    E i libri tenuti bene, certo, sono invidiati e agognati 🙂
    però capisco che per chi ci ha sudato sopra, specialmente preparando la maturità abbiano un valore speciale e non si abbia certo voglia di venderli!

  • Ricordo ancora un’antologia di letteratura inglese acquistata da uno studente di 5a della mia stessa scuola. Era praticamente tappezzata di microscopici appunti a matita, intere lezioni e commenti a poesie e romanzi. Ho scoperto nel corso dell’anno che erano le lezioni della mia setssa prof d’inglese e io sapevo sempre in anticipo cosa avrebbe detto e alle interrogazioni ho preso 8 per tutto l’anno. Che roba!!! Non lo dimenticherò mai…
    P.S. è uno dei pochi libri di testo che non ho venduto, vale tanto oro quanto pesa!

  • patriziavioli

    Bella questa storia del libro con tutti i trucchetti della prof, sembra quasi da romanzo!

  • Lo scorso anno ho risparmiato comprando i libri tenuti bene del fratello della tata di Fr@ (sua madre ha detto che erano tenuti bene perchè non li ha usati, infatti era stato bocciato), quest’anno ho scaricato la lista, ma no ho ancora controllato se ci sono nuovi testi essendo ancora nel biennio non dovrebbe cambiare molto.

    Mi piace sempre come sai cogliere le sfumature dei discorsi e massima solidarietà con il povero ragazzo che dovrà armarsi di adesivi per nascondere il suo non amore..oppure trovarsi una morosa che si chiami alessia
    🙂

    • patriziavioli

      🙂
      i bocciati tengono benissimo i libri, hai ragione!

      e su “Alessia” hai ragione: non dovrebbe essere difficile è un nome abbastanza diffuso!!!!

  • I libri di italiano con gli appunti e le precisazioni della prof, me li son venduti alla fine del liceo… ed è stato un affarone, erano contesi!

    A giugno, la maestra d’inglese di prima elementare, dopo aver denigrato l’uso di cd e di canzoncine inglesi per tutto l’anno scolastico, definite da lei assolutamente inutili “tanto i bambini biascicano solo le canzoncine, non imparano mica le parole!” (questo lo dice lei)… per le vacanze estive ha proposto un libro CON CD!!! Per il modico prezzo di 6,50€ … mentre quelli di italiano e matematica venivano 3,50€ l’uno ( ma non avevano cd e pagine patinate!).

    Ho risposto che “per non perdere ciò che è stato appreso durante l’anno” avrei fatto ripetere io alla bambina, usando il testo di classe… senza bisogno di un cd!

    Fortuna che l’anno prossimo non ci sarà dato che era una supplente annua.

  • patriziavioli

    Invece è vero quello che dici tu, i CD in lingua sono gli unici che si usano!
    comunque mi ricordo la storia di “Cecil the carterpillar” le ue bambine saranno bravissime in inglese!

  • Paola

    ciao Patrizia,
    i CD, che in effetti potrebbero essere sostituiti da chiavette USB ma forse comporterebbe problemi di spazio per allegarle, sono fondamentali per gli studenti con DSA (dislessia e compagnia) che possono applicare tutti gli strumenti utili per il loro metodo di studio. E per tutti, segnalo che il CD del dizionario di latino (che esiste anche di greco) è mooolto più user-friendly del cartaceo e si può portare anche in vacanza, per dire… provate!
    saluti,
    Paola

    • patriziavioli

      Paola, oddio, mi fai sentire una cacca 🙁
      una cacca ignorante!

      Comunque grazie della dritta sul dizionario, la passerò a chi di dovere!
      Un abbraccio!

  • Paola

    non volevo, scusa! però come vedi se ne scopre sempre una nuova… anch’io lo so solo da pochi mesi (figlio 15enne con DSA!)
    saluti cari,
    Paola

  • patriziavioli

    Scherzavo 🙂