L’ingorgo infernale

“Ciao ragazze, esco un attimo a fare la spesa. Torno fra un’ora, fate i compiti, portate fuori Lola… eccetera…eccetera”
E sono partita in auto serena sotto la pioggia.
Ho fatto la spesa coscienziosamente e anche di buon umore perchè ho ricevuto una simpatica telefonata e alle 18, con il bagagliaio pieno sono ripartita verso casa.
La pioggia aveva aumentato d’intensità e anche il traffico non scherzava. Ma confidente ho preso la solita scorciatoia, una strada secondaria che faccio almeno una volta al giorno per andare a prendere Emma da scuola, però dopo 500 metri mi sono fermata. La strada era tutta bloccata, non si procedeva nemmeno a passo d’uomo. Acqua a catinelle, tergicristalli a manetta, automobilisti esasperati e incarogniti, dopo mezz’ora ero avanzata solo di una decina di metri. Mentre di solito il tragitto casa-super è di quindici minuti. Ho chiamato casa per spiegare il ritardo, sono andata su twitter, su facebook, ho scaricato la posta, ho acceso e spento la radio, fatto due telefonate, e soprattutto ho cominciato ad avere crampi alla pianta del piede sinistro su e giù dalla frizione. L’acqua si stava trasformando in nevischio, le facce degli altri automobilisti sempre più cattive, le pozzanghere come laghi, la strada buia e lucida, con i fumi di scarico che facevano uno strano effetto horror. E’ passata un’altra ora, ho richiamto casa, sono tornata su twitter, instagram, facebook, ho ascoltato ancora un po’ la radio ma i tg mi davano sui nervi. Ho spento, ho porconato, ancora twitter, facebook, ho cominciato ad avere paura di dover andare in bagno.
Dopo un’ora e mezzo ho pensato di mollare l’auto e andare a casa a piedi sotto la pioggia. Ma avevo due borse colme di spesa e nel contempo il frigo vuoto.
Sono aumentati i crampi al piede e ho anche litigato, a gesti, con un tizio che voleva superarmi sulla destra. Dallo stress ho ricominciato a pensare che forse dopo avrei dovuto proprio andare in bagno. Meglio facebook, la posta, instagram. Che palle.
Ho richiamato casa, dato indicazioni per la cena.
“Ma dobbiamo fare i compiti…”
“Ok…tanto non so nemmeno se riuscirò a tornare…”
Intanto avevo fatto 500 metri, un record.
Dopo due, dico due lunghissime ore di coda, alle 19.57 esatte, sono arrivata finalmente sotto casa.
Il motivo dell’ingorgo?
La pioggia e i lavori in corso che però erano in un’altra strada.

P.S. Da quando c’è Pisapia, vivere a Milano, è “bello” come quando c’era la Moratti.

10 comments

  • Nessuna invidia della città grande, qui nel borgo è tutto più tranquillo, almeno spero vista la neve che sta venendo giù ^_^ Ciao!

  • patriziavioli

    Infatti scrivendo pensavo proprio chi vive in una città piccola non ha certi problemi!

  • Titti

    E’ la BREBEMI bellezza! e ne avremo ancora per molto. Purtroppo

  • Non so come sia nella città di Margherita, ma anche a Trento in certe ore non si scherza, con il traffico. Non saranno due ore, ma il tempo sufficiente per avere un travaso di bile lo puoi trovare…
    Quanta pazienza che ce vò!!

  • ecco perchè hai avuto il tempo di leggere i blog 😉

  • patriziavioli

    😀

  • lisa

    enfatti.. una settimana d’inferno…!!! vai a milano… ripetizioni di matematica e tedesco.. tempo impegato media di 3 ore… che palle… voglio andare a vivere da un’altra parteeeeeeeeeeee non ti ho chiamata ma non mi sono dimenticata di te… ci vediamo settimana prox.. magari x andare a prendere le ragazze a scuole uniamo le forze.. cosi’ almeno in coda ci facciamo compagnia
    bacio amica

  • come ti capisco..o se ti capisco!!! 🙂