Le guerriere della notte di York

Ieri sono tornata dopo aver trascorso qualche giorno a York, a trovare una mia carissima amica. In questo periodo in cui Londra è nel caos pre-olimpico, un soggiorno a York (la seconda città più turistica dell’Inghilterra come mi ha rivelato con orgoglio il marito della mia amica, che è appunto un nativo della zona) pensavo fosse idilliaco. In effetti è così. Più o meno.
Faceva anche caldissimo: siamo arrivate proprio nei giorni in cui è finita la gelida e bagnata estate inglese e le temperature sono salite a livelli quasi mediterranei. Gironzolare per le vie, i parchi, il lungo fiume, le stradine (shambles) medievali del centro è meraviglioso. Nel prossimo post, metterò un po’ di dritte, su dove andare e cosa fare.
Ma ora voglio parlare delle ragazze del luogo, infatti dopo essermi divorata due stagioni di Downton Abbey, la meravigliosa serie storica ambientata proprio nello yorkshire, all’inizio del secolo scorso, pensavo alle bellezze di quella zona immaginandomele un po’ come le pronipoti di Lady Mary, Edith e Sybil le protagoniste della soap.

Beh, le cose non stanno esattamente così.
Sabato sera, siamo state a mangiare da Betty’s un delizioso locale storico nel centro di York. E’ una pasticceria dove si può bere il classico te all’inglese, quello con tutti i crismi che unisce il dolce e il salato, ma anche mangiare qualcosa di più “moderno” come un sandwich ai gamberetti o un’insalata di pollo. All’interno del locale, il tempo sembra essersi fermato: le cameriere sono la perfetta reincarnazione dell’eleganza degli anni ’20. I cellulari devono essere silenziati per non rovinare l’ascolto della musica del pianista. Insomma ero lì che, dopo il sandwich, mi gustavo il crumble più buono del mondo, quando dalla vetrata del locale ho cominciato a vederle. Le pronipoti delle lady di Downton Abbey? Forse no, qualcosa stonava. Gruppi di ragazze e giovani donne che planavano sulla città vestite, o meglio svestite da zoccole, truccatissime, con tacchi e scarpe stratosferiche.

(Su un quotidiano inglese ho letto che le donne d’oltremanica sono quelle che portano i tacchi più alti nel mondo, si macinano un tacco 15 come se niente fosse. Poi in tv c’erano un paio di trasmissioni sui problemi di salute che questi tacchi procurano. Insomma le scarpe grattacielo sono la nuova preoccupazione in UK)
E infatti le ragazze che il sabato sera calano su York per divertirsi, to have a good time, senz’altro confermano la statistica. Le loro scarpe avevano zeppe e plateau che neanche i Kiss osavano nei momenti di maggior spensieratezza. Queste girls allegrissime barcollavano, sghignazzando nei loro abitini minimi, portati su corpaccioni da granatieri. Sì perchè queste fanciulle erano grandi, rumorose e moleste. Facevano anche un po’ paura.
Anita le guardava con gli occhi sbarrati e ha commentato:
“Per questo dicono che le donne italiane sono belle!”
I primi gruppi pensavo andassero a una festa in costume, alcune infatti erano anche travestite, da poliziotte, da infermiere, (burlesque?), da scolarette con la divisa, da diavolesse, da suore, ecc. Poi invece ho capito che molte partecipavano a feste di addio al nubilato, i “classici” hen parties, che a York sono un must. Altre invece erano semplicemente fuori insieme a sbevazzare. Non le ho fotografate e non metto link a siti dove ci sono alcuni esempi di queste signorine, per rispettare la loro privacy. Ma se googlate hen party a York, capirete che c’è veramente un indotto che vive su queste serate.
Ho chiesto alla mia amica, che è inglese e vive a York da dieci anni, ragione di questi raduni. Mi ha spiegato che è una tradizione, le ragazze (delle valli, come si direbbe a Bergamo), dei dintorni, vivono così la loro voglia di svagarsi. Vestendosi in modo assurdo e bevendo fino a non poterne più.
Da qui è nata una discussione: è il nuovo femminismo?
Da una parte rispetto e ammiro anche la voglia di libertà e trasgressione di queste donne, queste guerriere della notte che si prendono la città, che hanno il coraggio di scandalizzare (forse solo me, in strada nessuno faceva facce strane) ma nell’atteggiarsi così sono comunque conformiste perchè si adeguano a un modello che non è molto lusinghiero per la figura femminile.
(E poi chissà che calli…)

16 comments

  • Quando ho letto il titolo del tuo post avevo pensato che ti riferissi a te stessa come guerriera della notte e mi ero un po’ preoccupata … 🙂

    Scarpe così non le potrei mettere mai, comunque oggi ho beccato online anche un articolo che diceva che qualche medico americano sostiene che anche le banali ciabattine infradito creano danni (ma poi ha anche aggiunto che delle ciabatte non hanno mai ucciso nessuno … forse con le flip-flops non si può uccidere nessuno, ma queste scarpe che mostri tu sembrano armi letali).

    Comunque, chissà che bella York, davvero!

    • Uccisa da un’infradito sarebbe veramente una morte poco gloriosa…
      Però sono un po’ arrabbiata dal fatto che le donne debbeno soffrire e rovinarsi i piedi e la schiena per essere più belle, per piacere agli uomini , non credo che una che scelga di cammianre sui trampoli abbia un’altro fine.
      A me le scarpe piacciono molto e le (poche) volte in cui mi sono messa i tacchi ho sperimentato diciamo un senso di potenza (?), certo le gambe sembrano più belle, ma poi la scomodità prevale è un po’ come la moda dei corsetti di una volta, per avere la vita stretta le donne rischiavano di non respirare, un secolo dopo si sono bruciati i reggiseni e adesso tutte con l’alluce valgo per essere sexy, stiamo tornando indietro?
      Vorrei che tornassero di moda i jeans superaderenti per gli uomini, quelli tipo John Travolta ne “La febbre del sabato sera”, quelli strizza-gioielli di famiglia, dici che i maschietti li metterebbero?

      • Vorrei dirti che probabilmente non li metterebbero, ma potrei anche sbagliarmi…

        Ieri a cena fuori ho visto una tipa che entrava nel locale con sandali quasi uguali a quelli dela foto che hai postato. Immediatamente ho pensato al tuo post. Lei sicuramente non l’avrà letto, se avessi avuto un po’ più di faccia tosta gliel’avrei segnalato. A sua scusante va detto che il suo accompagnatore sarà stato alto almeno 25 cm più di lei, senza tener cont di tacchi e plateau.

  • azz, il femminismo passa anche attraverso il sacrosanto diritto alla tamarraggine (e non è che i maschietti locali delle ridenti città di vacanza inglesi siano tutti elegantissimi lord )
    Ciao Extra!

  • Non sapevo dell’esistenza di queste feste… wow alla faccia della femminilità! 😉

    • Uelà Soleil! (saluto milanese)

      Infatti i ragazzi in giro non erano nè Jude Law e nemmeno Hugh Grant 🙂

      Essere tamarre può essere liberatorio ma come dicevo sopra sono contraria alla moda extra-scomoda solo per essere più sexy. sexy è un parolone, cmq ci siamo capite!

    • Anch’io non le conoscevo per questo sono rimasta a bocca aperta (perchè urlavo!) 😀

  • useranno tutte il compeed feet party quel cuscinetto da mettere nelle scarpe 😉

  • Credo proprio di sì!
    Infatti ora in farmacia questi prodotti hanno un posto in primo piano, quasi più di un altro best seller l’armamentario contro i pidocchi 😀

  • Io le ho viste anche a Dublino un paio d’anni fa, era novembre e faceva decisamente freddino. Il venerdì sera arrivavano, anche da Londra, con voli appositamente organizzati, come un’orda vestite (o meglio svestite) in maniera assurda, calzate altrettanto assurdamente, vagavano stordite dall’alcool per il centro città, barcollavano sui ponti, ridendo sguaiatamente …. una pena e una rabbia….. non ho trovato nulla di lusinghiero nel loro comportamento, anzi!
    Sono un po’ antica, forse???

    • Non credo che si tratti di mentalità antica, ho condiviso in pieno il tuo sconcerto.
      Non sapevo che fosse quasi una tradizione in UK e anche in Irlanda da quanto mi dici.
      Ho un’amica di Dublino che vive qui da anni e devo chiedere informazioni anche lei.
      Poi come ci spiega nel commento, qui sotto, Supermambanana che vive a Liverpool per loro è una questione anche di ribellione…

      • supermambanana

        e’ una tradizione di molti paesi del nord, in Svezia e in Olanda ho visto lo stesso – da noi invece c’e’ soltanto l’addio al celibato: ti suggerisce nulla tutto cio’? 🙂

  • supermambanana

    extra, insomma, sono giorni che ci penso a come commentare qui… un discorso coerente non mi viene, ma vorrei comunque sottolineare un paio di punti.
    Uno, non e’ solo York, e’ dappertutto, Liverpool te la vorrei far vedere 🙂 e si accomuna col problema del binge-drinking, che si, su questo ti do’ ragione, e’ la piaga moderna. Ma non mi sentirei di additare solo gli inglesi per questo, purtroppo. La cosa positiva e’ che nonostante il bere, non si guida, non ci sono santi, certi comportamenti sono evidentemente cosi’ radicati che non vengono disattesi neanche sotto i fumi dell’alcol.
    Due, e questo e’ l’errore che si fa spesso, specie da parte di italiani (e specie di italiane) e a me viene da pensare che si faccia cosi’ spesso perche’ denota una cultura che e’ difficile mettere a tacere.. insomma, l’errore che lo facciano per cuccare i ragazzi. No. Lo fanno perche’ si divertono, perche’ l’inglese e’ nell’animo “outrageous”, perche’ si veste come cacchio gli pare ogni volta, non se ne frega niente nessuno se hai le infradito col vestito da sera, con buona pace della moda e del buongusto. Certo si cucca anche, ma quello (a) e’ un fine secondario di queste uscite, che infatti sono davvero solo per donne, sono per divertimento, i ragazzi tipicamente vengono allontanati e (b) si cuccherebbe lo stesso pure con i jeans, no worries. E lo so che all’italiano caruccio e anche un po’ fighetto sta cosa non e’ interamente comprensibile, quindi non mi dilungo sul pippone 🙂
    kisses

  • Grazie del tuo intervento, ci tenevo al parere dell’esperta!

    Il concetto di “outrageous” in effetti è difficile da capire appieno per noi italians, in questo caso rispetto il senso di anarchico menefreghismo rispetto al bon-ton e all’idea di apparire “nice” per gli uomini, ma forse si potrebbe almeno dosare sul binge-drinking.

    Da noi invece le sere delle ragazze sono più griffate ma come dici tu poi finisce che rischiano la vita perchè il drink&drive va ancora, purtroppo a braccetto.

    Mia figlia mi ha raccontato che nella riviera adriatica cercano di far entrare il concetto a modo loro, con ironia. Ci sono cartelli, e anche T-shirt credo, che dicono:
    NON GUIDARE CHE DEVI BERE

  • @Supermambanana
    Nord e Sud europa così diverse e non solo per lo spread 🙂

    Mi suggerisce che nella mentalità latina maschile se la promessa sposa è un habituè di seratine del genere magari qualche futuro parente chiacchiera!

  • Titti

    Ecco cercavo proprio un posticino dove fermarci sulla via del ritorno dalla Scozia verso Londra. Mi sa che vado a York. Che dici l’ado gradirà? Bacio.