Sono una fan…


Questa sopra è la foto di un angolo del mio studio con dettaglio della libreria dove ci sono i libri di Stefania Bertola che mi sono tenuta vicini in pole position, sperando che irradiassero creatività mentre scrivevo Affari d’amore. E’ la mia scrittrice preferita e oggi prima di andare alla presentazione del suo ultimo romanzo ho scattato questa foto con il telefono per fargliela vedere e dimostrarle la mia ammirazione. Quando mi sono fatta autografare il suo libro, emozionatissima le ho messo sotto il naso l’immagine.
Forse avrà pensato che sono matta.
La libreria è piccola quindi sembrava una conversazione tra amiche, Stefania Bertola era disponibilissima, simpatica e arguta. Si è parlato di scrittura, di romanzi rosa, di traduzioni, di tendenze letterarie e best-seller. Una delle considerazioni più argute è stata quella sui nuovi titoli accattivanti dei romanzi d’amore. Come avrete notato anche voi i libri più venduti nell’ultimo anno hanno titoli simili: a parte Tiffany, ci deve sempre essere la frutta, i giardini, le foglie e le spezie. E’ pieno di mele, i limoni, lo zenzero, la cannella, il profumo, le arance, le ciliegie, la lavanda… le librerie sono più profumate di un mercato provenzale. E’ una mania del marketing librario italiano. E poi pazienza se il titolo non ci azzecca per niente con la trama del romanzo. Stefania Bertola ha fatto l’esempio di un (presunto) romanzo rosa con un titolo su certe mele speziate che poi era invece una storia di spionaggio informatico. Una storia di hacker senza neanche un frutto, insomma un bel gancio!

P.S: Domani mattina alle 10 sarò intervistata a Radio TRS a IL posto delle parole.

2 comments

  • Questa cosa l’ho notata anch’io stamani in giro nel mio iper preferito, sono andata in libreria per comprare un biglietto e sbirciare se c’era il tuo libro (non c’era), molti titoli alimentari”.

    p.s. La radio è ascoltabile sul digitale o in web?

  • patriziavioli

    E non era il reparto verdure del’iper , vero? 😀

    (tutta invidia perchè il mio libro non c’è nei supermarket)