Affari d’amore


Questo è il titolo del mio romanzo che uscirà fra un meno di un mese. Spero che la copertina vi piaccia. La prossima settimana farò il giveaway, sto anche preparando un restyling del template del blog che mi sembra troppo spoglio. Per tenervi compagnia nel frattempo vi anticipo due piccoli brani del libro in cui vi presento due delle quattro protagoniste (le cattive che sono le mie preferite!) poi seguiranno le altre due.

La nonna
A settanta anni, Beatrice non può permettersi di rischiare un rovescio di fortuna, vuole essere tranquilla per questo deve tenere i suoi risparmi investiti in qualcosa di sicuro e redditizio. Vivere bene costa sempre di più e a Beatrice vengono spiacevoli momenti d’ansia.
Soldi maledetti soldi: per tutta la vita sono stati il problema numero uno.
Beatrice ne ha avuti tanti ma ha sempre convissuto con il terrore di perderli. Con la paura di tornare nella situazione precaria in cui era da giovane, quando l’unica cosa su cui poteva veramente investire era la bellezza.
A diciassette anni, faceva l’apprendista parrucchiera nel negozio più elegante del suo paese, Bordighera. Ma Beatrice era convinta che il suo destino non fosse di continuare tutta la vita a fare shampoo e meches, ma piuttosto emulare lo status delle clienti più ricche e invidiate del negozio.
Visto che tutti le ripetevano quanto fosse bella, il primo passo per poter brillare in un universo più ampio fu partecipare al concorso di Miss Muretto ad Alassio.
Lo vinse, si guadagnò la foto sui giornali locali e anche un bel po’ di attenzione maschile.
Trovò un fidanzato impresario più anziano di lei ed entrò, anche se dalla porta di servizio, nell’ambiente dello spettacolo.
Il primo passo decisivo fu il trasferimento a Milano con il fidanzato. A quei tempi la concorrenza nel mondo delle soubrette era meno agguerrita, tanto che Beatrice riuscì anche ad avere qualche particina muta e naturalmente svestita, negli sketch dell’ambitissimo Carosello.
Però i casting erano stressanti e spesso finivano come dice la leggenda hollywoodiana: sul divano del regista o produttore.
Allora Beatrice, che era una ragazza pratica e cinica, decise che era più funzionale usare l’arma del sesso per trovare qualcuno che la mantenesse tout court.
Eliminando tutta la parte finto-artistica della faccenda.
Diversamente da tante altre colleghe, a Beatrice non importava diventare famosa, interessava solo essere ricca.

La nipotina
Il rapporto di Viola con il cibo è sempre stato strano: fino a dodici anni voleva mangiare solo cose rosa. Un’ossessione cromatico-gastronomica. Da piccola era una grande fan di Barbie e, forse per osmosi con la sua bambola, si nutriva esclusivamente di gamberetti, salsa cocktail, prosciutto cotto, mortadella, cupcakes e yogurt alla fragola.
Sua madre era abbastanza preoccupata e aveva preso una tata che faceva dei deliziosi tortellini panna e prosciutto che, anche se non erano proprio della tonalità giusta, qualche volta la ragazzina si degnava di provare.
Poi finalmente la svolta, con la pubertà Viola era sbocciata, aveva perso la goffagine dell’infanzia per trasformarsi in una ragazzina molto intrigante.
Prima era alta e spigolosa, complessata perchè odiava i suoi capelli rossi e ancor di più le lentiggini.
In una famiglia di bellissime soffriva, sentendosi il brutto anatroccolo di casa. Quella che non se la sarebbe mai filata nessuno.
Ma dopo i dodici anni guardandosi allo specchio, aveva scoperto che anche lei poteva piacere.
La nuova Viola era nata: abbastanza sicura di sè da essere ribelle, da mettere finalmente in discussione il credo di casa: l’idea che vivere senza padre sia solo una benedizione. Perchè a Viola il fatto di avere una famiglia diversa dalle altre aveva sempre procurato una sensazione strana. Un pernicioso malessere che da piccola non riusciva a decifrare.
Quando alle feste e alle recite della scuola, tutti gli altri bambini avevano oltre alle mamme anche i padri e i nonni pensava che questi uomini servissero solo a filmare e a fare foto.
Poi si era resa conto che non era solo quello il ruolo dei maschi adulti e aveva cominciato a far domande.
La nonna aveva tagliato corto dicendo che loro senza rompiscatole in giro per casa erano più fortunate e comunque quando gli uomini servivano si potevano sempre reperire.
E se ne voleva uno, magari un fotografo, per la festa di fine anno scolastico avrebbe cercato di procurarglielo.

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