California holiday (seconda parte)

Le Cable Cars sono fabbricate in Italia dalla stessa azienda che fa i tram milanesi, a S.Francisco ci sono anche questi, con tanto di stemma di Milano e scritte in italiano.

…la cena di Natale l’abbiamo fatta in albergo perchè cascavamo dal sonno e non avevamo l’energia per cercare un altro locale aperto. Il ristorante aveva pochi tavoli e siamo riusciti ad avere l’ultimo libero. Disponibile perchè era proprio davanti alla zona dove una cantante accompagnata dal pianista offriva musica live per la serata.
Gli americani adorano le esibizioni dal vivo, noi un po’ meno e soprattutto la povera Anita era molto spaventata perchè aveva la cantante (una sorta di Adele attempata in versione ancora più extralarge) a una ventina di centimetri dalle sue spalle.
L’artista in questione che indossava un abito in pizzo beige che la faceva assomigliare a una grossa salsicciona, ondeggiava su stratosferici tacchi a spillo e incombeva pericolosamente sul nostro tavolo. Ma alla minaccia fisica abbinava anche quella psicologica: era anche particolarmente molesta perchè invece di intrattenere con una sua scaletta di canzoni, dopo un paio di pezzi ha cominciato a chiedere ispirazione in giro.
“Che canzone volete?”
Tutti stavano zitti come a scuola, quando c’è il rischio di essere interrogati.
Tutti tenevano gli occhi sul piatto. Ma lei non demordeva.
“Come on guys, what’s your favorite song?”
“My funny Valentine”, ha risposto esasperato il lui di una coppia che avrebbe voluto cenare in pace con la sua fidanzata.
Allora la cantante felice ci ha dato dentro di brutto e noi non potevamo neanche fare conversazione perchè il volume della voce della salsicciona non lo permetteva. Ci ingozzavamo invece con velocità perchè prima finivamo prima ci liberavamo di lei.
Poi ha cominciato a notare chi applaudiva e chi no.
Una coppia del Nevada l’ha fatto, una signora che andava in bagno passandole davanti pure.
Gli altri avventori erano un po’ più freddi.
E lei fremeva e continuava a chiedere canzoni.
Eravamo arrivati al dolce, lei urlava “La vie en rose” e ci sentivamo come quando mancano pochi minuti alla campanella, quasi salvi.
E invece, proprio all’ultimo profiterol ci ha beccato.
“And you guys …”
Abbiamo risposto “Volare” alla faccia dei clichê.

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Abbiamo attravversato il Golden Gate Bridge in bici per arrivare fino a Sausalito, per arrivarci nell’ultimo tratto c’era una discesa cosí ripida che sono morta di paura.

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Prego notare le simpatiche corna da renna della macchina!

8 comments

  • Le voglio! Voglio le corna da renna per la macchina!!!
    Il cantante piazzato di fianco al tavolo mentre ceni è odioso. Povera Anita!!!

  • davvero un pranzo a sorpresa… cenare o pranzare è un supplizio farlo con dietro una cantante del genere….;)
    che bello il golden gate!! e la macchina con le corna è spassosissima, ma sei tu appoggiata?

  • oddio che corna!se non lo scrivevi, non ci facevo caso!buon anno!

  • Eheheh, una cena di San Silvestro a venti cm dall’ugola della cantante extra-large non è da tutti…
    E’ un aneddoto da tramandare in famiglia…
    Ciao!

  • ma quindi siete ancora lì???

    invidiaaaaaaaa! 😉

    buon anno e godetevi la California!!!!

    Smile 🙂

  • wowow….ma non lo sapevo mica che eri in tresferta! bellissimo!!!!!!

  • Ve la siete goduta quella cena, eh!?
    Bellissimo viaggio complimenti!

  • Ce ne è uno, che si crede bravo e famoso, nella piccola città. Arriva e disturba, anche all’aperto, ogni conversazione. Insopportabile.