La Fata Dentina ruba

Stamattina sono stata dal dentista. Sono una delle poche persone al mondo a cui non dispiace andare dal dentista. Perchè a parte un’igienista nazista che mi faceva le pulizie dei denti in gioventù, non ho mai sofferto troppo.
Solo una volta ho avuto una brutta esperienza che non è stata propriamente sotto i ferri del dentista ma la conseguenza di una cura…

E’ successo un po’ di anni fa, quando le mie figlie erano piccole. Andavo dal dentista per mettere a posto un premolare che doveva essere “ricoperto” perchè era vivo ma ne mancava una buona parte. Ero a metà cura e avevo un provvisorio (così lo chiamava il dentista), proprio in quel periodo una mia amica londinese ci aveva invitato al mare per un fine settimana. Potevamo essere ospiti con lei e la sua famiglia in una bellissima casa a picco sul mare, alle Cinque Terre tra Vernazza e Manarola, proprio sul famoso sentiero dell’amore.
Questa casa era nel tipico stile ligure, rossa con le persiane verdi, molto grande ma costruita, un centinaio di anni fa, senza alcuna logica di comodità. C’erano vari piani con le stanze incastrate tra loro ma non collegate dall’interno. Il bagno, ad esempio, era una grandissima stanza a pianterreno ma per arrivarci bisognava uscire di casa.
La casa era circondata di ulivi e abbarbicata sulla collina.
Si raggiungeva solo dal sentiero non c’era modo di arrivare in auto quindi con spesa e bagagli era un bell’esercizio (per dirla in modo carino).
Comunque la vista era mozzafiato e il prezzo al metro quadro da salasso.
La proprietaria era un’inglese ricchissima amica della mia amica.
Le due si erano conosciute perchè la mia amica era stata la fidanzata del fratello che però, dopo un tot di anni di amore appassionato, quando la mia amica voleva accasarsi e figliare si era tirato indietro. Così la mia amica si era dovuta trovare un altro candidato, purtroppo per lei meno ricco.
Però l’amicizia con la cognata mancata era rimasta e così anche la casa in usufrutto per qualche weekend.
Sant’ e io eravamo già stati gentilmente invitati da fidanzati ed era stato molto romantico anche se scomodo.
Quell’anno invece avevamo due bambine piccole noi e tre la mia amica.
Quindi nonostante la bellezza dei tramonti eravamo tutti un po’ più stressati.
La ricca proprietaria-cognata mancata- non parlava italiano e secondo me questo l’aveva molto penalizzata nei rapporti con i muratori che avevano fatto la ristrutturazione della casa, che era stata eseguita “a capocchia”.
Nel grande e luminoso bagno era tutto in marmo ma poi in altri angoli della casa ci si era fermati alla colata di cemento armato. La camera che mi avevano assegnato aveva poi un’altra peculiarità, in un lato pavimento in cotto e muro in cemento non si incontravano, c’era un specie di lungo buco di terra, insomma una fessurona inspiegabile.
Una nicchia anche un po’ inquietante.
Quando la mia amica mi aveva assegnato quella camera però non avevo protestato perchè mi sembrava troppo maleducato. Speravo solo che durante la notte da lì non uscisse niente o nessuno.
Peccato che proprio sul muro sopra il buco ci fosse uno specchio e così la mattina dopo, stupidamente, invece di usare il filo interdentale nel bagnone di marmo l’ho utilizzato lì e zac! il mio provvisorio è schizzato proprio nel buco.
Annientata da tanta sfiga ho anche cercato di vederlo tra la terra, per riportarlo al dentista. Ma è sparito subito nei meandri della collina. E probabilmente riciclato dalla Fata Dentina.
Mi sentivo come nonna Abelarda che perde i denti: mi vergognavo e così non l’ho neanche raccontato alla mia amica.
Poi al ritorno a Milano sono andata subito dal dentista che me ne a dette di tutti i colori: vivere 3/4 giorni senza il provvisorio era stato, a detta sua, un delitto, come lasciare scoperto un organo interno!
Così mi sono cosparsa il capo di cenere e ho promesso che non sarebbe capitato mai, mai, proprio mai più.
Ho pagato profumatamente un altro provvisorio e dopo poco finito la cura.

Morale della storia:
da tempo non vado più da quel dentista e da tre anni non ho più quell’amica. E sono contenta dei miei denti.

13 comments

  • Esilarante lettura! (tanto il dentista mica l’ho pagato io!)
    Per favore, per favore, per favore scrivi un’altro libro.
    Grazie!
    (la formula 3 per favore più un grazie è vivamente consigliata dalle mie bambine … pare che abbia effetto certo!)

  • sei una sagoma e te ne capitano davvero di ogni…..mi ricordi molto la mia Amica G

  • primo segnale acustico: quando la macchina incomincia ad impastare, ad un certo punto fa una pausa, poi prima di ricominciare fa un biip, biip ed è a quale punto che devi inserire le olive. Le macchine fighe hanno il mini contenitore che inserisce gli ingredienti al momento giusto… ma la mia l’ho pagata 39€ 😉

  • Monica
    grazie, nel frattempo ho ascoltato anch’io la macchina ecredo di aver capito quando c’è il beep.
    Che rabbia anch’io non ho il contenitore “fico”!
    Adesso devo andare a fare un pane veloce, il coiutus interructus (come si scriverà?) delle panificatrici perchè non c’è pane per pranzo, corro!!

  • Monica
    non avevo visto il commento sopra, perchè arrivavo da un’altra parte…da sitemeter
    cmq grazie per i complimenti e per la formula magica…in effetti ci sto provando 🙂
    Agrimonia
    chi è l’amica G devo essere gelosa???

  • Un bel sorriso… non ha prezzo!

  • sei troppo forte, ma quando il prossimo libro? concordo con Monica, ….:))

  • ho riso molto, sentendomi in colpa perché era su sventure… ma, una domanda: davvero andare dal dentista non ti turba? parliamone! 😉

  • Opinionando
    sono anche d’accordo con te, ma quel dentista ci marciava troppo su questo concetto 🙂
    Alle
    grazie, baci!
    ‘povna
    non sentirti in colpa, non c’è stata sofferenza…solo sfiga! E per l’altro discorso…dici che sono masochista?

  • ah, quali posti m’hai fatto tornare in mente, della mia terra d’origine! infestata da stranieri (appunto) ma sempre bellissima!
    mi immagino la scena del volo del dente, mi sembra molto da Mr. Bean!!!! 🙂

  • Maria Chiara
    anch’io sono nata a Spezia (come dicono gli indigeni senza l’articolo). Il paragone con Mr.Bean è molto lusinghiero, l’adoro!

  • maddai, sei ligure????? 🙂 grande! io genovese doc!

  • Un’avventura davvero unica.
    Mi ha fatto tornare alla mente la vicenda della protagonista di ‘Pane e tulipani’.
    Per fortuna, hai avuto ‘solo’ problemi con il dentista, eheheh!