13 comments

  • vado, leggo e torno.
    Tatti

  • grazie per il link e per la riflessione. si dice che le donne devono faticare il doppio per essere considerate brave la metà degli uomini. è una triste verità a quanto pare. io sono fermamente contro le quote rosa, perchè la presenza di donne (ad ogni livello e in ogni contesto) non dovrebbe essere un obbligo ma la conseguenza di un’idea che la diversità (anche di genere) è un valore aggiunto. poi vogliamo soffermarci sul fatto che le donne siano più flessibili, abituate al multi-tasking ecc. se proprio vogliamo definirlo così: quale dei due può essere definito sesso debole?

  • Ho parlato anch’io di lavoro oggi nel mio blog, non direttamente di quote rosa ma il discorso, essendo io donna e madre, è comunque implicito…
    Nel mondo del lavoro si è ben lontani dalla parità dei sessi, sia in uno che nell’altro senso: poche le donne ai vertici, pochi gli uomini che si possono permettere l’astensione dal lavoro per seguire i figli, compito delegato principalmente alle donne…se veramente si facesse fifty fifty troverebbero anche loro un po’ di astio ai colloqui, e forse ci si sbatterebbe di più a trovare qualche soluzione intelligente per far convivere famiglia e lavoro…

  • Che dire Extra, per ora sembra, in effetti, un sogno, ma forse non impossibile…Certo, serviranno altre battaglie, altri anni. Probabilmente dovranno lottare ancora altre generazioni di donne….ma io credo che si arriverà molto “più in alto” di quanto non lo si sia oggi. La mentalità maschilistica sarà dura a morire, e forse non morirà mai del tutto, ma quanto meno si ammalerà gravemente. Questo credo e spero. Si, forse l’educazione in tal senso dovrebbe iniziare dalla scuola dell’infanzia. E piano piano si “ripulirebbe” la società dal sessismo.
    A quel “Diversity” aggiungiamo un bel “is better” ?

    Un sorriso femminino
    Tatti

  • supermambanana

    una bella riflessione, importantissima per l’italia, ma se mi permetti un appunto il tuo commento sul termine Diversity non lo condivido, oddio non so con quale accezione e’ usato in italia, che non si puo’ mai dire qua, pero’ da come lo vedo usato oltralpe e’ inteso come un muoversi oltre la “uguaglianza” di un tempo, che per fortuna hanno capito essere anacronistica, proprio per evidenziare e capitalizzare sulle diversita’ (non solo uomo donna ma anche etniche e di abilita’ di vario genere) per rafforzare il potenziale di un luogo di lavoro, quindi non si riferisce alla donna che deve mostrare gli attributi, ma esattamente l’opposto. Magari ripeto l’uso che ne fanno in italia e’ sviato/sviante, ma l’idea e’ quella.

  • Certo, tutto reale quello che scrivi.
    Ma…ho scritto due righe piuttosto provocatorie da me…Se ti va di passare…

  • “Lei è sposata…ehm…giovane…ehm…vuole figli?”
    VARIANTE ATTUALE:
    “Lei è sposata…ehm…giovane…ehm…ha una figlia…ehm…vuole altri figli?”
    RISPOSTA DATA: “Certo, lei non ne ha?”
    RISPOSTA PENSATA: “Ma vaffanculo!”.
    La realtà è che le donne rendono più degli uomini nella maggior parte die casi (non i tutti ma nella maggior parte sì) e fanno quindi paura.

  • Linda
    concordo con te su tutti i punti, ma c’è purtroppo ancora tanta strada da fare.
    Giulia
    sono venuta a leggere il tuo blog e sfortunatamente inq uesto momento di crisi le donne sono quelle più penalizzate.
    Tatti
    sei sempre capace di farmi sorridere 🙂 Sposo appieno il tuo slogan: Diversity is better!
    Supermambanana
    hai ragione la “diversity” dovrebbe/deve esprimere un arricchimento, una riserva di risorse. In Italiano però (forse è solo una mia impressione perchè non amo questo termine) mi sembra che ci sia più enfasi sul diverso, sullo “scomodo”. Forse ho dei preconcetti…
    Le donne con gli attributi le riferivo di più a quelle che per far carriera in un mondo maschile, dove come dice la ricerca il modello vincente non è femminile, devono essere dure.
    Alchemilla
    vengo a leggere.
    Rocciajubba
    😀 Hai ragione!!!

  • supermambanana

    e’ vero credo sia un vizio interpretativo tutto italiano, perche’ in italia usiamo ‘diverso’ per intendere qualcosa di non conforme, di non facile, di scomodo, (tutti i nostri ‘diversamente [x]’, quanto li detesto), mentre in inglese questo concetto e’ espresso in generale dal termine different, mentre ‘diverse’ (e diversity) e’ tipicamente inteso in senso positivo, come sinonimo di variegazione, di arricchimento dalla pluralita’. Ecco un altro problema dell’import dall’inglese pari pari 😉

  • extramamma

    Supermambanana
    sì è proprio così, amnco da troppi anni dall’Inghilterra per recepire questa parola nel modo giusto!
    Cmq sono contenta che tu sia riapparsa 🙂 da me

  • ciao non sò se hai letto il libro sii bella e stai zitta della marzaro mi ha fatto molto riflettere sulla condizione della donna in italia io pensavo fosse solo al sud invece sembra una situazione diffusa

  • Anita

    Supermamma
    grazie della dritta, questo libro non lo consocevo, adesso cerco di procurarmelo, purtroppo la discriminazione è diffusa proprio ovunque!

  • Accidenti, Anita usa il mio computer, cambia l’identità e la lascia così.
    Figli grandi ahiaiahia!

    Supermamma, ero io. Non mia figlia!