Legoland finalmente!

Stavamo per rimandarlo anche stavolta, poi finalmente invece siamo riusciti a partire. Però invece del Legoland in Danimarca abbiamo deciso di andare a quello in Germania a Gunzburg. Di partire tutti e quattro e fare il viaggio in auto.

Odio viaggiare in macchina per cui il tragitto mi è sembrato piuttosto lungo e poi il maltempo e la pioggia non hanno aiutato. Però all’andata c’è stata una sosta divertente in Svizzera, sotto un’acquazzone incredibile siamo arrivati a Heidiland. Ne avevo letto un po’ di tempo fa, quando le bambine erano più piccole e avevo anche pensato di farci un giretto, la mitica (e finta) terra di Heidi mi pareva una meta interessante. Poi me l’ero dimenticata. Invece l’altro giorno ci siamo fermati a un autogrill proprio a casa di Heidi.

Un posto che mi è piaciuto perchè c’erano un sacco di cibi “sani”: panini integrali pieni di semi, yougurt ai frutti di boschi e muesli a go-go.

(C’erano anche le salsicce ma ho fatto finta di non vederle).

Ma la vera sorpresa  è stata all’uscita: appena varcata la soglia del locale è partita la musichetta di Heidi e sono anche apparse le caprette, lì sulla destra.

Pioveva a catinelle quindi le povere bestiole più che fare “ciao”, come da copione, sono rimaste rintanate sotto alla tettoia della loro casetta. Ma noi eravamo ugualmente estasiate.

Poi finalmente il giorno dopo siamo approdati alla mitica terra di Legoland.

Emma non stava nelle pelle dall’eccitazione e l’esperienza è stata all’altezza delle aspettative. E poi, botta di fortuna, abbiamo goduto anche di una giornata fantastica di sole.

Ci siamo stati per 7 ore e ne siamo usciti vivi. Perchè è molto meglio (e più intelligente) di Disneyland e di Gardaland. Meno adrenalico e più all’antica offre, soprattutto per chi ha bambini piccoli, servizi migliori degli altri parchi. La scelta del cibo nei ristoranti non è solo fast food, ci sono anche alternative che prevedono frutta e verdura. E poi i bagni…come sapete Emma ed io siamo grandi frequentatrici dei bagni pubblici. Qui a Legoland abbiamo sperimentato il “Famili”: una toilette per mamma con prole al seguito. Profuma di pasta fissan, ce n’era appunto un flacone a disposizione, poi salviettine profumate, fasciatoio pulitissimo con cintura per allacciare il bebè e tutto il resto in perfetto stato.

Sant’ mi ha datto che anche il bagno degli uomini era provvisto di fasciatoio e ha  incontrato un babbo premuroso in azione.

Fra le tante cose che le mie figlie hanno fatto nel parco c’è stato anche prendere la patente.

Emma ne aveva letto sul sito del parco e voleva assolutamente provarci. Anche se il corso era in tedesco. Comunque per la teoria ai bambini stranieri, le istruttrici fornivano un foglietto di traduzioni nella loro lingua. Poi c’era la parte pratica, la più divertente dove si faceva la vera prova di guida in un mini percorso che simulava alcune vie cittadine. I bambini tedeschi erano obbedienti e diligentissimi, a parte prendere qualche stradina contromano, stavano perfettamente allineati e seguivano le regole. Nessuno tentava di sorpassare sulla destra, parcheggiare in doppia fila o di prendere scorciatoie fra i giardini. Fossero stati un gruppo di ragazzini nostrani forse le cose non sarebbero andate così lisce. Comunque la patente alla fine l’hanno data a tutti (anche perchè i genitori avevano pagato 5 euro a bambino): una tesserina colorata e plastificata con tanto di foto che ha reso orgogliose le mie figlie.

Tra le cose più carine che ho visto c’è stata Miniland, la ricostruzione minuziosa di varie città, realizzata con i mattoncini Lego. Oltre alle città più importanti della Germania, c’era anche una meravigliosa Venezia. Molto realistica, peccato che il sonoro del plastico prevedesse, fra le gondole e i canali, delle canzoni napoletane!

Se a Disneyland capita di incontrare Pluto, Topolino o peggio qualche Principessa che si aggira nel parco, mentre a Gardaland c’è sempre il rischio di imbattersi in Prezzemolo, a Legoland girava invece un Elvis sui trampoli in bicicletta. Cantava “Blue suede shoes”, “Love me  tender”, “I’m lonesome tonight”. Il pubblico di mamme e nonne, stremate dai giri sulle montagne russe e sulle barchette, era in delirio.

A un certo punto fra un hit e l’altra, il nostro ha fatto outing e si è presentato:

“Non sono il vero Elvis. Sono Enrico, the king of latin-lovers”

E meno male che c’era Sant’ altrimenti avrei fatto una follia!

17 comments

  • finalmente! son contenta per voi!
    PS: anche io in partenza per un parco a tema. Domani futuroscope…

  • Carissima Patrizia questo post mi fa molto piacere!!!

    Ma mi mette anche TANTISSIMA voglia di copiare il vostro itinerario…magari aggiungendo anche i castelli della Baviera…….che sogno.
    Ho già salvato l’itinerario con il nome “Vacanza da…”favola””

    Poi…non si sa mai.

  • Ma sai che mi era tornata in mente proprio ieri la vostra vacanza in sospeso? Bene, adesso che l’avete depennata son più tranquella: prima di tutto perchè pare sia andata benissimo, e poi perchè una promessa è una promessa è una promessa…..
    DaniVS

  • Legoland ce l’ho fra le cose da fare. Vorrei andare in Danimarca, però. La patente si può prendere anche a Roma(ebbene sì). Il parco si trova all’eur. Ti danno il foglio rosa e solo dopo un pò di lezioni ottieni la patente.

  • L’ho detto che sei la mia guida… turistica!
    Avevo sbirciato prezzi e offerte per Legoland danese per fine agosto- primi di settembre, ma non si può dire che sia un viaggetto economico! Con N.Y. in vista per l’autunno meglio rimandare.
    Magari ci orientiamo anche noi per quello tedesco.

    Amanda, da quanto tempo non capiti al parchetto dell’Eur con la scuola di guida? Io lo trovo piuttosto triste, i mezzi sono vecchi ed è tenuto male…. purtroppo.

  • Soleil
    futuroscope non lo conosco, poi ci devi raccontare tutto!
    Alchemilla
    bene, sono contenta che ti abbia fatto piacere, secondo me vale la pena…al ritorno siamo proprio apssati dalla Baviera e veramente il panorama era notevole!
    Dani
    ce l’avrebbe rinfacciato per sempre! Ecchecavolo!
    Amanda
    allora quando veniamo a Roma le faccio riprovare. A Milano al massimo i figli te li investono anche sulle strisce.
    SIlvia
    infatti andare in Danimarca costa il doppio che in Germania, letteralmente. Con la stessa cifra andavamo in due in areo e invece siamo andati in quattro.

  • ma lo sai che non ne avevo mai sentito parlare?

    me lo segno… è da considerare moooolto seriamente.

    un bacione

  • noi andiamo a legoland in california prossima settimana!!! io non vedo l’ora. siamo anche noi grandi fan e…ti faccio sapere che il prossimo viaggio lo fate qui. CAPITO!!?!?!

  • evvaiiii!!! finalmente ce l’avete fatta!!!! :*

  • Te lo segnalavo proprio perché è una chicca. Qui c’è il sito

    http://www.parcoscuola.it/

  • ma che bello!! Emma ha avuto la sua vacanza regalo compresa di interessi!!!

    Prince ha un po’ sbavato alla vista delle macchinine

  • http://supermamma.mammacheblog.com/2010/08/08/ho-avuto-un-premio/ passa da me c’è un premio per te 😀 sono contenta che siete riusciti ad andarci sembra davvero bello!

  • Mammalellella
    vale senz’altro la pena di farci una puntatina se siete Lego lovers!
    Supermamma
    grazie! sei troppo buona!
    Agrimonia
    i maschietti nella prova patente si prendevano, infatti, mooolto sul serio!
    Wwm
    allora un altr’anno siamo lì!!!
    Amanda Gris
    Grazie del link 🙂
    Giulia
    Emma stava perdendo la speranza ma alla fien ce l’abbiamo fatta!

  • che grandissima fikata!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! la prossima volta porti anche me? 😉

  • Aaaaahhh, sono proprio contenta che ce l’avete fatta!
    Per la scuola guida c’erano le istruzioni in italiano? Peccato, era proprio l’ansia da lezione guida in tedesco che ha fermato l’Ometto…
    E’ vero, le canzoni napoletane a Venezia erano orride!

  • extramamma

    Panzy
    certo tesoro, anche Froll sarebbe contenta!
    Melanele
    abbiamo deciso anche grazie al tuo reportage 🙂