Nella capitale

Arrivo a Roma con una certa emozione.
Salgo sul taxi e vedo le strade con i nomi strani: Labicana, Merulana…
Mi appare il Colosseo, penso alla casa di Scajola e a quella di Lori Del Santo. Ma anche a Natalì e alla povera Brenda. Tanti pini marittimi, la pioggia, le suore che guidano e molti ingorghi.
Quando finalmente arriviamo nella piazzetta dove deve esserci il mio albergo, anzi B&B, non lo vediamo. Il tassista comincia a chiedere, a porconare, a non trovarlo. In effetti non c’è alcuna traccia del fantomatico hotel che avevo prenotato via internet. Telefoniamo ma nessuno ha risponde.
“Ha già pagato, vero? Allora le hanno dato una sòla!”
La mamma 2.0 non può farsi fregare sul web.
“No, no, guardiamo meglio…”
Finalmente un signore che porta fuori il cane dice: “Giù di lì, vede l’insegna?”
L’insegna c’è, il tassista è sollevato e mi molla all’inizio di una scalinata che scende e sgomma via.
E’ in un condominio, come se facessi un B&B a casa mia, solo con più gerani.
Porta chiusa, suono, nessuna risposta. Riprovo tre volte. Piove, ho il telefono scarico, il trolley e i tacchi.
Cominciano a girarmi le balle. Prima che possa veramente disperarmi, arriva una signora che dice:
“Mi scusi ero uscita un attimo”
Mi fa entrare, mi mostra una camera, mi dà una chiave e sparisce di nuovo. Ho il letto a baldacchino, o forse a “baldracchino”. Telefono a Silvia: “L’hotel è un posto strano, non mi sento tanto tranquilla, a che ora arrivi a prendermi?”
Poi chiamo anche Piattini, penso di fare la simpatica ed esordire con: “Cerco la dottoressa Vagina Oragasmova”, ma all’ultimo secondo mi censuro. E faccio bene, perchè al telefono di casa risponde suo marito (è Highlander, lo so ma non glielo dico) .

Al centro commerciale de I Granai, dove c’è la libreria della presentazione ho appuntamento anche con Caia, Natalia e più tardi arriva anche LGO. Sono felice ed emozionata di incontrarle, sono gentilissime a venire a supportarmi. Chiacchieriamo e ridiamo come se ci conoscessimo da sempre. Ogni tanto dall’altoparlante una voce aliena dice il mio nome e ricorda l’ora della presentazione che si sta avvicinando. Vorrei sparire sotto il tavolo del bar attorno cui siamo sedute. Ma è troppo tardi.

La presentazione va bene. Dopo pochissimo mi passa la paura. Piattini è una presentatrice perfetta, Caia legge alcuni brani come una grande attrice e Silvia parla e commenta e io devo aver detto una serie di stupidate che fortunatamente non ricordo. Natalia, fra il pubblico, scatta alcune foto e LGO è seduta anche lei, di fronte a noi, insieme alla sua bambina. Parliamo del libro, di mommyblogging e di rete.
Poi andiamo a cena, ridiamo, chiacchieriamo, ci confidiamo e spettegoliamo.
Finalmente assaggio un supplì. Meraviglioso! Come tutta questa avventura: eterna gratitudine alle mie amiche blogger romane e scusatemi se per caso ho sbagliato lo spelling nel fumetto.
(Non volevo disturbare nessuno per chiedere, su Google c’è un dizionario Italiano-Romanesco ma la mia frase non l’ho trovata. Sant’ diceva che “un” si contrae, Anita ed io eravamo invece scettiche, alla fine a vinto lui)

17 comments

  • Evvai Patrizia, sei grande!!!!
    sarai stata stupenda e perfetta …buon soggiorno!! ciao!!:)

  • Peccato non essere riuscita a venire alla presentazione! Goditi il bello di Roma, B&B escluso a questo punto!

  • Ahahaha…sono felice che sia andata bene!!

  • LGO

    Anche secondo me “un” si contrae, ma non sono affidabile :))
    Il piacere, ovviamente, è stato mio 😉
    E ora decidiamo: a quando la prossima?

  • ti ho letto su vanity fair! ero già capoitata qui un po’ di volte ma non avvo mai commentato,, a leggerti ho pensato La conosco!”– strano questo mondo dei blogger eh?

  • Corretto! Bravo Sant’
    Dobbiamo chiedere a Natalìa la ricetta filologicamente corretta del supplì.
    Che hai fatto poi sabato mattina?

  • W extramamma!!!
    è stato bellissimo incontrarsi, peccato non poter ripetere presto!
    un abbraccio

  • ehi, ci sono anch’io , dopo l’ultima faticaccia di sabato mi son ripresa oggi, al mare con le bambine, ah, questa si che è vita!!! inutile dire che è stato bellissimo, è stata per me come una seduta dallo psicologo, un uscita con amiche, una fuga da casa, un incontro culturale, una grande emozione, insomma …bello, bello, bello, lo rifacciamo?
    ps domani patrizia conoscerai l’altra mia metà, non siamo mai state così unite da quando abito così lontano, ovvero mia sorella, mi ha promesso che verrà a sostenerti a bologna poi mi dirai chi è stata più brava!!!!
    sissì la ricetta dei supplì ve la do quando volete, e un grazie a silvia per avermi sconsigliato il pomodoro con la rucola e il gorgonzola, più ci penso più mi convinco che la mia scelta era proprio sbagliata!!! ciaoooo

  • mi spiace troppo non essere venuta….mannaggia…
    next time, for next book! 🙂

  • Tu bloggers & supplì, io bloggers ed erbazzone: propongo di istituire per l’ultimo week end di Maggio la “Giornata dell’Incontro inconsulto con Bloggers & Gastronomia Locale” !

    DaniVS

  • ahahah il letto a baldracchino no è male tenendo conto delgi ultimi risvolti romani 😉

    che andasse bene non avevamo dubbi 😉

  • Che bello!
    Ma alla fine come è andata a finire con il B&B?

  • M.

    Ciao!
    Ero alla presentazione e ho avuto anche dedica e autografo sul libro (quello della foto)!!!
    Siete state tutte molto brave e affiatate, si vedeva che c’era sintonia tra voi, molto bello!
    Il libro però… l’ho già finito!
    Nonostante la piccola con la febbre che si è svegliata 4/5 volte in più a notte, non riuscivo a smettere, mi è piaciuto moltissimo!!!
    A presto, M.

  • Patrizia, il piacere è stato mio. La blogosfera ha reso la mia vita decisamente più mondana e divertente, non vi avrei mai conosciute altrimenti. e poi, per noi romane, queste occasioni sono anche un modo per conoscerci tra di noi, che viviamo separate da traffico e chilometri

  • Titti

    Brava Pat, sapevo che sarebbe andata bene. E adesso ti aspettiamo a Milano!

  • evviva!!!!
    Patrizia sei tutte noi 🙂

  • Ho letto da LGO che sei stata a Roma! A saperlo prima…un oretta di treno e arrivavo anch’io! Peccato…