Sopravvivere alle vacanze 2

Ci siamo perse perchè a una biforcazione del boschetto (maledetto) abbiamo preso una svolta sbagliata. Naturalmente non so quale perchè è buio pesto. Cerco comunque di non lasciar trapelare il panico perchè non voglio spaventare le bambine. Poi più che paura provo una gran rabbia. Vedo delle luci e sento delle voci, in fondo a questo sentiero c’è una casa. Un gruppo di persone sta cenando sul balcone. Mi avvicino e in francese spiego che ci siamo perse, più o meno dove dobbiamo andare e come si chiama l’albergo.
Vous prenez à droit, vous descendez …puis à gauche…
Ringrazio gentile ma scettica infatti dopo un po’ di droit e gauche non so più dove siamo di nuovo. Però siamo approdate in una strada sempre sterrata ma più larga, non è più la scorciatoia del boschetto. E’ una strada dove passano le auto dei fortunati che ne possiedono una per andare al ristorante sulla spiaggia. Passa una jeep e, oramai alla canna del gas senza più vergogna, la fermo. Famigliola francese. Papà, mamam et petit fille.
Rispiego la situazione. Lui mi dice che accompagna a casa loro poi torna a prenderci e ci porterà all’hotel. Non dobbiamo muoverci, torna subito. La moglie non è gelosa e io spero tanto che lui non sia Jack lo squartatore. (Ripensandoci adesso non lo rifarei ma in quella situazione ero proprio disperata)
Infatti pochi minuti dopo torna. Saliamo. Dice di sapere dove andare e procede spedito sulla salita. Dopo pochi metri intravedo in strada due signore italiane che avevo incontrato al bar dell’hotel. Alleluja!
Chiedo di farci scendere dicendo che avrei proseguito con loro.
Merci beaucoup monsieur” e lo salutiamo.
Botta di fortuna e andiamo a casa accodandoci alle italiane che abitavano in un bungolow meno inerpicato del nostro ma nello stesso hotel. Racconto concitata la nostra avventura, mi guardano strano e da quel giorno quelle signore mi hanno sempre evitato.
La mattina dopo mi sveglio pensando solo una cosa: “bancomat”. Devo trovarne uno perchè sono completamente al verde. Chiedo alla reception dove sia le distributeur d’argent.
La risposta è sconvolgente: “Portovecchio”
La bellissima, ridente e caratteristica cittadina della costa orientale della Corsica che si trova a 10-15 minuti d’auto.
Mi faccio chiamare un taxi, spendo 25 euro e conosco Francois il tassista. Bassetto, grigetto e loquacissimo.
All’inizio sono contenta perchè posso allenarmi in francese ma dopo un po’ comincia a inquietarmi.
Francois non è un tassista qualsiasi ma il proprietario di un servizio auto con conducente, mi spiega che a Portovecchio e in tutta la Corsica i taxi tradizionali scarseggiano, perchè tutti i turisti vengono con la propria auto e quindi non è un business redditizio. DIce che sono stata fortunata ad aver trovato lui libero quella mattina. Per impressionarmi racconta che uno dei suoi clienti è Jean Paul Belmondo e poi con sussiego mi dà il suo biglietto da visita perchè non si sa mai. Dice anche che gli piacerebbe vedere Milano… Le mie figlie stanno per vomitare sui sedili posteriori della sua bella auto a causa delle curve e dei tornanti, ma per un pelo non accade. Siamo arrivate: Francois ci lascia in periferia davanti a una filiale di BNP Paribas. Vorrebbe tanto aspettarci ma sfortunatamente ha un vip da prelevare a Bastia.
Vorrei prendere più contante possibile con la mia Visa, e fare anche un bancomat perchè non voglio spendere 25 euro di taxi un’altra volta per fare un prelievo. Con la Visa invece purtroppo non mi danno nulla. Provo di nuovo a un bancomat e mi bloccano la carta (ma lo scoprirò solo dopo al ritorno a casa). Poi andiamo a un supermercato e compriamo una torcia. Cerco disperatamente un taxi tradizionale ma non ce ne sono in giro, ci fermiamo in un bar a mangiare un pan bagnat poi fa talmente caldo che dopo un tot di “mamma ho caldo”, “mamma ho sete”, “mamma ho male ai piedi”, “mamma lei mi ha spinto” decido che purtroppo per tornare al bungolow sulla montagna non mi rimane altra scelta che telefonare a Francois. (continua …)
P.S. Lo so che Francois avrebbe la cediglia nella “c” ma non so come farla!

12 comments

  • ma è pazzesco! ma che incubo!!!! ma nn ci posso credere mi sarebbe venuto da piangere e nn avrei più smesso…..ma nn aspettare finisci la storia!
    certo che a volte la realtà supera la fantasia….

  • Mannu

    comincio a stare male.

  • In trepidante attesa del seguito ti scrivo François così te lo copi 😉

  • agrimonia

    penso che se tu avessi potuto sognare una situazione simili non saresti riuscita a farla così surreale…..chissà come ne riderete adesso.

    p.s. Per invogliare ad essere scelta già che c’ero ho approfittato dell’offerta abbonamento 🙂

  • Accidenti, che suspense …

    Per la cediglia, non so che sistema operativo usi, ma se per caso hai Windows un metodo veloce e semplice per cercare lettere e simboli strani è andare su menu Start > Programmi > Accessori > Utilità d sistema > Mappa caratteri

  • Ma che bella esperienza!!!
    dai continua sono curiosa!!!

  • Grazie dei commenti vi volevo proprio così: aggrappate alla tastiera, piene di cediglie e brividi 😀

  • Hai un modo di scrivere scorrevole e piacevole, complimenti, ti sto leggendo tutto d’un fiato!!

  • Je fai un baffo, a Stephen King !
    Cedigl, cedigl, cedigl …..
    Vado a prendermi un Ansiolin e mi rimetto qui ad attendere la prossima puntata.

  • Ma è uno scherzo?

  • Titti

    Thriller cara devi scrivere i thriller. Secondo me spacchi ma chère…

  • extramamma

    Grazie di cuore per i consigli su la cediglia che alla fine ho trovato modo di fare!
    Grazie anche a Stephen King che non è geloso o nervoso ora che esce il mio libro!
    Valewanda: no è tutto vero!
    Merci et voilà 😀 (se scrivo di più mi sbaglio)