All’asilo

Di solito quando i bambini vanno alla materna e la mamma all’uscita chiede: “Come è andata?” non raccontano molto, sono un po’ omertosi. Quindi dopo un po’ di tempo le mamme si mettono il cuore in pace e smettono di far domande. Oppure si informano più o meno discretamente con le insegnanti.
Ma nove anni dopo, quando oramai alla vita del’asilo non ci si pensava proprio più, a casa mia ci sono state clamorose rivelazioni…
Ieri sera a cena Anita mi ha dato il piatto, chiedendo: “Posso avanzare?”
L’ho guardata interrogativamente.
“Si diceva così all’asilo, quando non volevi finire quello che avevi nel piatto”
Ed è partito potente il deja-vu della materna:
“Poi le maestre dicevano che non si poteva iniziare finchè non avevi detto buon appetito…allora i grandi (era nella classe eterogenea di bambini di 3, 4 e 5 anni) quando vedevano un piccolo che prendeva un pezzo di pane, lo fermavano dicendo che non si poteva mangiare, non si poteva neanche bere, prima che tutti avessero detto buon appettito”
“Nonnismo?”
“Certo, tanti piccoli dovevano rimanere come pietrificati con il pezzo di pane in bocca! Poi però, in altre occasioni, quando un bambino piangeva tutti gli altri si preoccupavano e si chiedevano perchè piangesse. Di solito piangevano perchè volevano la mamma”
“L’unico motivo?”
“No, i motivi potevano anche essere: una caduta, una lite con un altro bambino magari per prendere un gioco…ma volere la mamma era la ragione più ricorrente. I bambini, soprattutto quelli piccoli, si buttavano in terra e piangevano perchè volevano la mamma. Si sperava che piangendo forte per un bel po’ le maestre magari la chiamassero”
“E succedeva?”
“Quasi mai…poi passa il tempo e non ci pensi più. Che strano, poi da grandi invece si dice alla mamma di andare fuori dalle balle”
“E’ vero, è stranissimo!”

15 comments

  • Aaaaaargh, il tema del cibo all’asilo è un assillo quotidiano!! Non posso parlare di nonnismo perché la piccoletta è in una classe omogenea, ma non oso pensare cosa verrà fuori tra 10 anni… (comunque, anche lei piange dicendo che vuole la mamma, quando vuole tutt’altro, all’asilo, questo è stato dimostrato 😉

  • Titti

    Fuori dalle balle ancora non lo dice ma accetta qualsiasi invito per dormire fuori :-(( Mi aspetto che questa frase venga pronunciata a breve…

  • Ma u ti ricordi scene del tuo asilo io l’ho fatto dalle suore e mi ricordo scene e sensazioni agghiaccianti! Non mandero` mai i miei figli in una scuola cattolica!
    Francesca

  • Notevole osservazione quella di tua figlia 😉

    Del mio asilo ricordo con orrore la pasta e fagioli fatta con i ditali rigati i fagioli borlotti ed un brodo neroooo!!! mi è rimasto l’incubo per anni, ho iniziato a ri-mangiare i fagioli quando fidanzatami con un piemontese doc il cui padre riempiva la panissa di borlotti scartarli diventava un’impresa titanica.

  • 😀
    il mio, 3 anni a fine febbraio, comincia a raccontare qualcosa, soprattutto delle attività che fa e delle piccole liti. Io personalmente non ricordo nulla!
    Oggi però mi scoccia che sia preda di attacchi di “mammite” ma so che tra qualche anno lo rimpiangerò…

  • Nooo, ma io questi segreti non li voglio sapereeee 🙂

  • extramamma

    @Lorenza
    Menomale che tu sei sgamata e non cadi nella trappola del senso di colpa 😀
    @Titti
    non essere pessimista, magari ha solo degli inviti molto interessanti 😉
    @Francesca
    anch’io ho fatto l’asilo dalle suore ed è stata proprio un’esperienza come la tua, quindi sono totalmente d’accordo!
    @Agrimonia
    c’era anche la canzone no? “oh brodo nero, brodo nero brodo nero brodo ne…” 😀 D
    @akari
    La mammite è come la varicella, bisogna farla!!!! :-))
    @Mammafelice
    temevo infatti che questo post potesse turbare le mamme pre-materna ma non preoccuparti è normale che all’inzio il distacco li stressi un po’ poi cmq il loro disagio, come ho scritto, viene fortunatamento capito e condiviso dagli altri bambni e quindi poi si supere. Condivisione e comprensione, un po’ come noi mamme blogger, no? 🙂

  • è bello questo pensiero di Anita. Quello che mi colpisce molto è che i bambini, anche piccoli, capiscono molto più di quello che immaginiamo, e sicuramente più di quello che ci raccontano.

  • Mannu

    però la ruota gira: Anita scoprirà con gli anni che le fasi sono ancora molte, e la mamma sarà sempre diversamente mamma.

  • e meno male che da piccoli non raccontano… ah ah ah

  • @Serena
    è vero i bambini capiscono molto di più e forse da piccoli non sanno spiegarcelo.
    @Mannu
    spero proprio che tu abbia ragione 🙂
    @Beba
    I piccoli penso che appena abbiano un po’ di cavolini loro siano anche gelosi della loro mini-privacy o forse si vendicano di tutte le volte che noi diciamo “non è una cosa da piccoli!”

  • I miei sono sempre andati volentieri all’asilo, pardon, alla “scuola materna”…
    E talvolta venivamo a sapere con un po’ di stupore quello che facevano, come quel lunedì dopo Pasqua, in cui scoprimmo super-meravigliati che Federico (anni 5, allora) sapeva recitare diversi brani della passione di Cristo.
    -E chi te l’ha insegnato?- chiedemmo
    -La maestra Costanza che ci faceva anche “recitare”. ma nessuno voleva fare la parte di Gesù…-
    Senza parole restammo.

  • @ Cautelosa
    Notevole questa storia delle recite all’asilo e nessuno che voleva la parte del protagonsita, perchè finiva male!

  • Io non sono sicura di voler sentire i racconti 🙂
    Nemmeno tra 4 anni!

    PS: il redirect da blogspot reindirizza su una pagina non esistente.

  • Silvia
    sai che la protagonista del mio romanzo si chiama proprio Silvia? 🙂 E non ti li faccio più questi racconti e boia, boia, grazie di avermelo detto, vado a vedere perchè non reindirizza