Pigiama-life

Sarà una suggestione dovuta all’influenza suina.
Sarà che a casa mia da tre giorni le mie figlie si aggirano in pigiama, ma l’altro giorno quando ho letto quest’articolo, ho avuto un sussulto di condivisione. A Shanghai le autorità cercano di proibire l’uso e l’abuso del pigiama tra la popolazione.
Non lo sapevo, ma moltissimi cittadini cinesi, alla mattina, escono tranquillamente per le strade della città in pigiama. Vanno a fare le spesa, prendono l’autobus, si siedono su una panchina dei giardini pubblici a leggere il giornale. Ma adesso in previsione delll’Expo 2010, le autorità hanno pregato la popolazione di togliere il pigiama nell’intimità domestica e uscire vestiti normalmente. Per non essere derisi dai visitatori stranieri che accorreranno in città per l’Expo.
I pigiamisti irriducibili però si sono già ribellati e hanno deciso di non sottostare ai diktat anti-pigiama dell’autorità e la parte più divertente è stata la reazione di una giornalista di Vogue cinese che (strizzando l’occhio agli inserzionisti pubblicitari che magari producono pigiami) ha detto “sì” alla pigiama-life, basta che siano pigiami griffati, costosi e belli. Per evitare l’effetto ospedale o peggio “Villa Arzilla” per i meno giovani.
Tra l’altro, in Cina si producono dei bellissimi pigiami in seta in stile tradizionale. A me una volta ne avevano regalato uno e quando ero all’ospedale a partorire Anita, ho fatto la mia porca figura indossandolo.
In questa vita in cui tutto deve essere fatto di corsa, qualche scorciatoia bisogna pur concedersela. In Usa, nelle città del midwest le casalinghe disperate non si vergognano di uscire con i bigodini in testa: mentre si fanno la piega vanno al super a fare la spesa. La prima volta che si incontrano ci si stupisce, poi diventa routine.
Quando ero ad Amica una collega molto snob, ricordo che sparlando di un’altra collega, criticandola per la sua sciatteria, mi aveva detto acida:
“Quella, se potesse, verrebbe a lavorare in pigiama!”
(Ovviamente non sapeva che, dopo qualche anno, al ben più prestigioso Vogue i pigiami sarebbero stati sdoganati!)
Un anno fa avevo letto sulla cronaca di Milano de Il Corriere della Sera, che una mamma che portava a scuola il figlio in pigiama era stata multata da un vigile (senza cuore).
Alzi la mano chi non ha mai avuto la tentazione, una mattina in cui era in ritardo, di accompagnare i figli a scuola in pigiama…o almeno con il pigiama mimetizzato sotto il cappotto o il maglione. A me è capitato più volte, ma ho sempre cercato di censurare la pigiamista che è in me. Che sia il caso di trasferirmi a Shanghai?

27 comments

  • Ho letto anche io l’articolo, ha colpito molto anche me e mi ha fatto sorridere (e ghignare il parere di Vogue…).
    Confesso che, quando ero ancora single, il sabato mattina d’inverno mi alzavo e mettevo i vestiti sopra al pigiama, dopo di che uscivo e andavo ad acquistare focaccia e giornale. Poi rientravo a casa e mi rimettevo a letto a mangiare la focaccia e leggere (oltre che ungere le pagine d’olio ;)).
    Uno dei piaceri della vita!
    Ciao e un augurio di pronta guarigione alle ragazze
    Maddalena

  • Non dimentichiamo la tutona-life! Io appena arrivo in casa mi spoglio e mi metto comoda. E poi vorrei scrivere la mia autobiografia: La mia vita in infradito.

  • lisa

    vengo con te a Shanghai ! io mi metto comoda sempre come entro in casa…. da mercoledi scorso siamo tutte in pigiama e calze antiscivolo….domani forse ci vestiremo…..se no rimandiamo a mercoledi…….ah ah! siete guarite ? noi non ancora…….

  • confesso che certe mattine, colta da pigrizia acuta perchè non mi ispira niente di quello che l’armadio offre, anche a me piacerebbe tanto uscire in pigiama! e a casa sempre in tuta!! 😉 baciiii

  • beh!! non sei obbligata a trasferiti a shangai, basta che vieni in MArocco, qui hanno abitudine di dormire con le tute e di uscire con il piagiama, alle volte camuffato con le jalaba…fa un po’ te!!!
    io adoro il piagiama, ma la prima cosa che faccio quando arrivo a casa e mettere una tuta, subito, sono piu’ comoda e posso lavorare con tutta comodità!!
    😉

  • no, il pigiama non ce la posso fare. poi lavorando da casa è proprio una cosa che ho abolito, altrimenti entro nel tunnel ed è finita.
    anche se oggi, vi confesso, mi sono accorta che era ora di riprendere i bimbi prprio all’ultimo. sono corsa via così com’ero, col vestito da casa, ma impermeabile e sciarpona chic. basta crederci (e farci credere gli altri)

  • Oddio, io uguale a M di MS :))
    Tute comodissime e infradito. A parte questi ultimi 3 giorni che, piena di bacilli, sono stata sempre in pigiama. Meno male che lavoro da casa. E meno male che quando faccio una teleconference con Skype, ho la decenza di non accendere la cam. :))

  • valeria

    io se devo solo portare i bambini a scuola e tornare a casa metto soloi jeans e le scarpe, e sopra rimango come sono.coperta dalla giacca.purtroppo la coscia trnita non mi permette di mettere i jeans sopra il pigiama.

  • Anch’io ho letto l’articolo, sorridendo di fronte a questa particolare abitudine…
    Comunque, anni fa, ho avuto degli studenti che d’inverno talvolta venivano a scuola con il pigiama sotto i vestiti… Due fratelli un po’ abbandonati a loro stessi, con genitori talmente indaffarati da non accorgersi di come andavano in giro vestiti.
    E neppure del fatto… che non si lavavano!

  • Mannu

    in pigiamo no, ma in uniforme sì: jeans e maglietta, jeans e maglione, forever and ever. No cinture, no callant, no specchi. E’ un po’ noioso, lo riconosco, ma mooolto comodo. Il pigiama lo ripiego con garbo sotto il cuscino perchè per me fa molto notte. E poi, scusate, solo io ho la paranoia che un pigiama fori dal perimetro di casa (zona notte) sia da lavare??

  • @Maddalena
    uscire e comprare la foccaccia è un pigiama-goduto. uscire di corsa per andare a scuola è un pigiama-stressato!
    @M di Ms
    e il pigiama simil tuta? potrebbe essere un compromesso che ci unisce 🙂
    @Lisa
    mi dispiace che siata ancora ammalate, anita ieri sera era tornata alla vita, mentre prima era tristissima causa febbre, se oggi sta bene magari domani va a scuola: mitico mercoledì!
    @Smile
    sì è vero è tutta colpa dell’armadio!!!
    @Alle
    allora vengo lì? in effetti anche i tuoi “amici” sono sempre stati un po’ pigiamosi per tradizione!
    @Piattini
    anch’io lavorndo da casa ho quel problema, e quando arriva il postino e c’è da firmare???? Incubo :-((
    @Mammafelice
    sì Skype è un problema quasi peggio del postino! spero che siate sulla via di guarigione!
    @Cautelosa
    gli alunni che non si lavano, noi madri dall’altra parte della barricata non pensiamo mai a certe brutture della vita in classe!
    @Mannu
    volevo scriverlo/specificarlo: si scappa fuori in pigiama ma per la fretta ma poi quando si torna a casa si mette da lavare. Alla sera nuovo pigiama e alla mattina nuovo bucato: dici che non è ecologico??!!

  • A me è capitato lo ammetto, ma solo quando accompagnavo mia madre a fare la spesa e restavo in auto a studiare… insomma a volte era comodo, solo che la sera dovevo cambiare pigiama!

  • mi piace pigiamare se rimango in casa,però se devo iniziare a stirare o fare altro metto la tuta o comunque abbigliamento comodo altrimenti non trovo la forza ispiratrice di “lavorare”, le uscite informali in pantajazz e scarpe da ginnastica sono normali se mi limito al pane altrimenti visto che come lavoro sono sempre sportiva mi piace “sistemarmi” bene!

  • @Valeria
    scusa ti avevo dimenticata! Allora quando ti vedo a scuola, sbircerò sotto la giacca ;-))
    @Renata
    Brava: vale anche l’outing dei tempi passati!
    @Agrimonia
    E’ vero il pigiama è anche sinonimo di pigrizia!!!

  • Vado controcorrente: ODIO il pigiama. Tanto che per dormire solitamente uso pantaloni da casa molto colorati e una tshirt tinta unica. Se mi mettete addosso uno di quei tutoni rosa coi bottoni posso andar di matto.
    Sarà perchè associo l’idea pigiama-life alla depressione, alla non-voglia di affrontare la giornata, all’indolenza. Sarà che ho attraversato una fase simile e il pigiama era lo scudo contro la vita, l’alibi per il non fare niente.
    Sarà, ma ora lo odio. Appena alzata faccio si colazione in pigiama, ma poi devo vestirmi subito. Anche per mettermi in tuta, non ha importanza (purchè sia una tuta molto carina). Odio la sciatteria, e il pigiama ne è la quintessenza.

  • @Wonder
    Grazie del punto di vista fuori dal coro.
    Anch’io non amo i tutoni, ma che mi dici del baby-doll? 😉 io lo metto nella categoria pigiami, ma forse sbaglio…
    sai cos’è che a me dà quell’impressione lì, che descrivi bene, di indolenza e sciatteria? I capelli non a posto.
    Forse perchè io ho sempre avuto quella paranoia lì “i capelli da strega”!!!!
    Ma finisco qui perchè altrimenti ci addentriamo nel mutandone, calzino sporco, pelo superfluo e veramente non è il caso di buttarsi così giù.

  • Mi unisco a Wonder: sono rimasta in pigiama solo durante “certe” giornate davvero senza senso, fine,capo nè coda del puerperio.
    Ma se dovessi fare un secondo figlio mi compro un paio di super tute (che so, con il colletto e la guepiere disegnate) con cui al massimo cadere addormentata ma fingere almeno un po’ di “autostima” fin dal primo mattino (i capelli vivono sempre in un tattico chignon, ergo ho potuto soprassedere almeno su quelli….).

    grazie, però, la riflessione mi stimola a dare un po’ di più a me stessa.
    a presto, s.

  • @Silvietta
    mi ha colpito soprattutto il “tattico chignon”: capelli lisci?
    …oggi vado dal parrucchiere….baci

  • Titti

    Ci sono giorni in cui uscirei davvero in pigiama perché non so cosa mettere e tutto quello che vedo nell’armadio non mi piace…però pettinata e truccata così per dare un tono al tutto!

  • saro’ onesta, alcune volte mi sono lasciata i pantaloni del pigiama per uscire…
    a mia parziale discolpa, e’ un pigiama in ciniglia blu notte, non ha l’aria di un pigiama…
    pero’ una donna nerd ha diritto di essere sciatta quando non si sente bene, non viene valutata per il vestito 🙂

  • no, magari: indecisi. se li taglio, ricci (effetto barboncino + faccia tonda = un orrore!), se c’è umido, crespi, se sono sporchi, lucidi … insomma: io li tengo abbastanza lunghi da legarli sempre! e chiss’è visto s’è visto ….. 😉

  • @Titti
    allora direi che il tuo genere è “pigiama-palazzo!” te lo ricordi negli anni ’70???
    @Soleil
    Cara donna nerd, anch’io avevo un pigiama fichissimo in ciniglia viola, fratello del tuo probabilmente, così bello che me l’ha fregato Anita 🙂
    @Silvietta
    legarli perchè non facciano danni, come quelli di Emma che sono lunghi e ribelli; non vorrei farti piangere ma i miei non riesco neanche troppo a farli crescere, perchè fanno caxxare prima 🙁

  • Sono cosi` comodi, ne ho comprato qualche di cotone a spugnetta, senza bottoni e con pantaloni belli larghi e solo la decenza mi impedisce di uscirci!
    Francesca

  • L’ho letta anche io…devo dire che la sola idea di uscire in piagiama mi fa ribrezzo ahah ahah ahahahha!
    Ho un’amica che va a fare la spesa in ciabatte.
    Non so cosa sia peggio.

  • @Francesca
    la decenza ma anche il freddo contribuisce alla censura. A meno che…ne ho uno peloso da orso…..
    @Mammaimperfetta
    Sì la ciabatta è l’ultimo stadio: come il fernet la mattina…poi non si torna più indietro :-)))

  • io nn uso nulla x dormire ma quando mi alzo alla mattina mi caccio su una tuta oppure una camicia d notte, quindi nn potrei aderire a questa nuova cultura ma una domanda mi sorge spontanea ( SI LO SO CHE SONO SCHIFILTOSA) ma nn è poco igenico andare in giro col pigiama e poi dormirci su? sarà che sono una maniaca del pulito nel letto, cambio spessissimo le lenzuale (quando ero casalinga anche tutti i giorni!) ma l’idea di sedermi in una panchina e poi dormirci su…bleahhhhhhhh

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