Le vacanze scolastiche sono dure per tutti…

Cercavo notizie per Insieme e ho trovato questo : una signora americana, di quelle che amano figliare a iosa (sei gemelli + due gemelli), ha deciso di far cassa sulla sua situazione di serial mom ed è diventata la protagonista di un reality, in cui si fa filmare con la famiglia descrivendo l’idillio di avere otto figli piccoli. 

In questa paparazzata, si è fatta invece beccare mentre menava una dei sei gemelli perchè non smetteva di fischiare mentre lei era al telefono. 

Una simpatica vicina di casa l’ha spiata e ha fornito l’audio della vicenda: 
“Ha picchiato la figlia, poi l’ha spinta perchè non smetteva di piangere, infine è rientrata in casa per bersi in pace il suo caffè”.

Uno sputtanamento su tutti i fronti per una mamma idilliaca.
Il giornale americano ha poi aggiunto un sondaggio alla notizia: siete pro o contro gli scapaccioni?
Rispondo qui: assolutamente contro. 
Perchè? Ho preso un sacco di botte da mia madre da piccola. Mi picchiava perchè litigava con mio padre, mi picchiava perchè non trovava un costume da bagno, mi picchiava perchè litigavo con un’amichetta. Mi picchiava perchè era nervosa. 
Semplicemente mi picchiava perchè non era capace di educarmi. Uno scapaccione è sintomo di mancanza di autorevolezza, è una scorciatoia educativa che fa solo danni. Più si picchia, più i figli se ne fregano delle regole. Più scapaccioni si danno e più i bambini si sentono autorizzati a fare i furbi. 

13 comments

  • beba

    Che figuraccia…
    Non c'è peggio delle madri che si mostrano perfette piuttosto che ammettere che a volte è difficile…
    difficile senza arrivare alle mani però… su quello concordo parola per parola con quello che hai scritto tu.
    Sarà che ho vissuto un padre che amava menar le mani…

  • tanaka

    Il tuo post capita a fagiolo: ho appena visto dalla finestra una mamma giù in cortile urlare a suo figlio "sei una me*da" e "cretino" (mi son persa il perché) davanti ai suoi amichetti e poi andarsene via in bici ordinandogli di tornare in casa a fare i compiti. Certo, non l'ha toccato con un dito, ma urlargli una parolaccia davanti ad altri e poi andarsene non mi è sembrato granché educativo…
    Comunque, sono d'accordo con te sul picchiare i figli (e mi ha fatto male leggere della tua esperienza, mi dispiace). I bambini imparano e ripetono quello che vedono, credo che colpirli significhi autorizzarli a credere che chi è in una posizione più forte può ottenere qualcosa da un più debole semplicemente con la violenza e le urla. Se lo fa un genitore per primo, poi non si può mica pretendere che il figlio poi non si comporti in quel modo con i compagni di scuola, con le ragazze, ecc.

  • mammafelice

    Come ben sai, sono molto molto molto d'accordo con te.
    Ho perso più di metà della mia vita a piangere per le botte che ho ricevuto e per quelle che erano sempre nell'aria, pronte ad arrivare.
    Non potrei mai, mai, mai fare altrettanto a Dafne.

  • ITmom

    sono totalmente e pienamente d'accordo. è qualcosa di odioso, di umiliante, di inammissibile. e sai cosa mi indigna di più? il fatto che di tanto in tanto viene fuori la frase: 'cosa vuoi che sia, una sberla l'abbiamo presa tutti'. no, io una sberla non l'ho mai presa e non mi sognerei mai di darla a nessuno, tanto meno a un bambino indifeso. e comunque sono d'accordo anche con tanaka, ci sono anche altri modi di umiliare i bambini, oltre alla violenza fisica. e fanno molto male anche quelli.

  • Rossana

    Io ne ho prese tante, ma tante-tante, fino a diciotto anni.
    Ti dirò che a volte capita di emulare quello che si è vissuto. Lo dico con amarezza. Sono molto diversa, come sistema educativo, dai miei genitori: mi aiuta il ricordo di ciò che ho passato e un senso schiacciatissimo di autostima che mi ha portato l'aver paura persino di una mano alzata per caso nei miei dintorni.
    Non voglio che mia figlia viva così.

  • Serena

    Sono perfettamente daccordo con te Patrizia. Ma lo sai che in Svezia se ti vedono dare una sculacciata ad un bimbo chiamano la polizia, e se l'insegnante sospetta qualcosa del genere chiama l'asistente sociale, e sono guai seri. Invece il nostro post sulla disciplina con le sculacciate è uno dei più letti del blog. Segno tristissimo del fatto che molti genitori in Italia ancora utilizzano la violenza fisica come tecnica disciplinare.

  • Claudia - La casa nella prateria

    Sono assolutamente d'accordo con te!

  • mominthecity

    una risposta molto chiata alla domanda del mio post di oggi … io ho preso un po' di sberlotti, non ne sono traumatizzata, però ho visto che qualche sculacciata a mia figlia ha sortito l'effetto opposto:
    – assuefazione alla cosa; funziona alla grande la prima e poi sempre meno
    – imitazione
    Devo anche dire che le volte che ho dato qualche sculacciata ,mi sono anche sentita frustrata, per non avere avuto le risorse per trovare un'altra strada
    mi spiace molto che tu avvia avuto un'esperienza così brutta, un abbraccio

  • Extramamma

    Grazie per la solidarietà: scrivere di essere stata picchiata è anche terapeutico…mi dispaice di sentire che questa esperienza è stata condivisa anche da alcune di voi. I genitori a volte si alsciano andare senza pensare ai danni che fanno. Io, ad esempio, dovrei urlare di meno 🙁

  • Mannu

    questo post mi ha fatto riflettere molto, sono giorni che penso alle spinte, schiaffi e calci che ho dato e preso da piccola dai miei coetanei! Baruffe in cortile, scazzottate con mia sorella, venire alle mani insomma, tirate i capelli con forza, anche mordere.
    Non ho nessun trauma, una monella che si difende, che prende e da, che impara quando è il momento di piantarla e di tagliare la corda. Ma erano miei pari. I miei genitori non mi hanno mai picchiata, neanche quando rientravo tardissimo la sera e mio padre mi aspettava sveglio in cucina e mi parlava, parlava, parlava.
    Imparare a reagire mi ha aiutato in situazioni di pericolo. Credo moltissimo nella scuola di vita della strada, credo che i ragazzi, fin da giovanissimi, debbano imparare le regole della convivenza anche dall'esperienza diretta, più il supporto educativo a casa. Per questo non mi rattrista pensare alle mie botte, nessuna cicatrice, nessun campanello d'allarme, nessuna frustrazione. Sarò normale?

  • Extramamma

    Cara Mannu, sono d'accordo con te. Imparare a rapportarsi con i coetanei è fondamentale anche attraverso le baruffe. Adesso i nostri figli sono meno tosti in questo senso perchè iper-protetti, pochi giocano fuori nei cortili…anche Anita un po' mi preoccupa perchè sa un sacco di cose intellettuali "da grande" ma non è capace di interagire con la realtà della vita e della strada. Renderla un po' più esperta in questo senso è uno dei compiti che mi sono proposta per l'estate.
    Invece pigliarle dai genitori provoca l'effetto opposto, ti indebolisce e annienta l'autostima.

  • Mannu

    Tu però, fortunatamente, mi sembri bella tosta! Non so quale sia il tuo percorso, ma mi congratulo con te. La crescita individuale non passa per porte strettissime??
    Non sopporto gli stati che biasimano o peggio giudicano un ceffone dato in pubblico quando poi hanno un altissimo tasso di giovani suicida! L'amore, il legame, è anche forma ma soprattutto contenuto. Picchiare è una forma sbagliata, sicuramente, ma i genitori si sa, hanno grossi limiti. I genitori vanno aiutati a crescere, hanno bisogno di confrontarsi e prepararsi a dare il meglio. Per questo il lavoro che fai tu è importantissimo e ti ringrazio tanto. Metti sempre la tua esperienza al servizio degli altri con sincerità e schiettezza intellettuale. Vedo anche le tue quotidiane fatiche per esserci come persona, mamma e moglie. Tutto questo mi aiuta moltissimo, mi calma, mi rassicura e spesso mi diverte anche.

  • Mammamsterdam

    Eeeh, Patrizia, mi sa che se lanciamo un post sulle botte che abbiamo preso e dato in vita nostra creiamo un giro di discussioni che non se ne esce più. e sono tanto d'accordo con te e con Rossana (per motivi leggermente diversi), ed è terapeutico sicuramente, quindi pensiamoci durante le vacanze e torniamoci sopra a settembre, che ne dite?