Artwork?


Ieri cercavo freneticamente dentro un cassetto della cucina un Moment per placare il mio cattivissimo mal di pancia. Ho trovato: tre Bigbabol, una pila duracell AA, un tubetto vuoto di oscillococinum, tre orsetti di zucchero al gusto cola (spiaccicati sul fondo), l’orario degli autobus del 2003, una presa “tedesca”, una calamita con un rana che una volta stava sul frigo, due pennarelli scarichi, quattro disegni di Anita di quando andava all’asilo, un ritratto che mi ha fatto Emma chissà quando, il telecomando del robot Roomba che abbiamo buttato, la mia foto di prima elementare (Mammafelice prego notare la mollettina di pannolenci), una spada laser gadget nelle conchigliette al cioccolato….I crampi aumentavano, scavavo nel cassetto sempre più nervosamente, in maniera febbrile, come una tossica…quel cassetto è quello dove si mette tutto per averlo a portata di mano…porca puzzola…ho continuato a frugare a trovare mentine, disegni, aninali in pongo, altri disegni, ancora cicche, granulini di arnica montana, un collage di Anita, biglietto di auguri di Natale di Emma. Stavo per rovesciare tutto nel cassonetto quando mi sono ricordato che avevo spostato i Moment nella borsa. Mi sono drogata e poi quando mi sono sentita meglio ho guardato con occchio più amorevole i vecchi disegni delle mie figlie che ora giacevano sparsi sul pavimento. Erano stati prodotti in un tempo remoto, ma quando?
Perchè non li avevo catalogati?
La mia amica americana (quella dei quattro forni) anni fa quando avevamo iniziato a fare figli nello stesso periodo mi aveva inculcato questa abitudine, chiamava gli scarabocchi delle sue figlie “artwork”, li appendeva in cucina e poi alla data di scadenza (un mesetto) li riponeva in un bel faldone con l’etichetta e la data. Io che la copiavo in tutto quello che riguardava il pianeta figli, ho fatto lo stesso per un po’. Anita ha sempre disegnato compulsivamente e quindi già verso i quattro anni avevo già due faldoni pieni. Poi è arrivata anche Emma e ha avuto il suo faldone. Un giorno ho capito di non riuscire a stare al passo con l’archiviazione e la produzione, allora ho comincato a scegliere: questo sì, questo no. E i disegni “meno artistici” venivano cestinati. Ma con quale “dolore”! E se avevo sbagliato a scegliere?
Qualche anno fa ho intervistato Arno Stern, l’artista francese che ha passato la vita a studiare i disegni dei bambini e i loro significati. Mi sono chiesta se per caso avevo buttato proprio quelli che sembravano i più orrendi ma in realta erano proprio quelli più emblematici della crescita artistico/cultural/intellettuale delle mie pargole. Non ho avuto il coraggio di aprire i faldoni per verificare.
Adesso vado a classificare quelli che erano rimasti nel cassetto e già che ci sono mi ciuccio anche la Bigbabol un po’ secca!

16 comments

  • desian

    Sono d’accordo con quel tuo dubbio, patrizia: e se avessimo buttato quelli “meglio” e tenuto solo quelli meno importanti? E se avessimo sbagliato a scegliere?
    Ma è possibile che dietro ogni singolo gesto del genitore, si celi un dramma?!?!
    Per indole, io conserverei anche la carta della bigbabol ciucciata. Da qui in avanti, invece, mi voglio emancipare, la parola d’ordine sarà: “via! buttare tutto con nonchalance!”… eh eh eh… scherzo, eh.

  • desian

    ops, chiedo scusa, il commento eliminato sopra credo sia il mio… ho fatto un po’ di casino

  • Nu

    AH, AH… sto ancora ridendo e con allegria, penso che i nostri cassetti si somigliano in modo incredibile!!! Io non ci trovo mai nulla di quello che mi serve in quel momento ( e di solito in quel momento mi serve quel “qualcosa” con una certa urgenza!). In compenso trovo davvero tutta l’inutilità possibile o a scelta, il “qualcosa” del giorno prima, ovviamente non trovato al momento opportuno!
    Mi dico che è la legge di Murphy… in realtà è frutto del mio caos interiore e dell’ostinata voglia di conservare tutto.
    “Questo può servire, questo lo riciclo, a questo sono affezionata”. Non so scegliere cosa conservare e cosa buttare: mi lego a doppio filo alle cose, alle persone, ai momenti. Sto facendo un corso accellerato di Feng shui… buttare il vecchi per fare entrare il nuovo. Tra poco nel mio bucolocale milanese, saremo sommersi. E Piccolapeste ancora non sa disegnare!!!!

  • Renata

    Mi stavo chiedendo quanto profondo fosse questo cassetto e volevo chiederti se avevi una lontana parentela con Mary Poppins poi però mi sei diventata seria e allora continuo anche io in modo diverso.

    Io non ce la faccio a star dietro alle espresioni artistiche dei miei figli, producono circa tre disegni a testa per pomeriggio e tranne qualche rara eccezione, butto tutto. Stern forse non approverebbe, ma…

  • mannu

    e con i quaderni di scuola?

  • Gloglo

    Dopo aver letto il tuo post penso che in ogni famiglia esista il cassetto “delle cose da tenere a portata di mano” che col tempo tende inesorabilmente a diventare il cassetto “delle cose che non ho voglia di mettere al loro posto e le butto qui”. Il mio lo esploro con pila e corda di sicurezza una volta all’anno. Che sorprese ogni volta!

    Anche a casa mia troneggiano faldoni di disegni di Leonardo (e ne ho solo uno), anche se ogni tanto disegni spoarsi vengono butatti nel cestino di nascosto dal figlio!

    Che madri terribili!

  • mammafelice

    Ma che tenera questa foto! 🙂
    Adesso che mi hai raccontato questa cosa dei disegni, la farò anche io!
    Devo solo capire come mettere un pezzo di muro nel faldone, visto che Dafne si è data alla pittura murale, più che su carta!

  • Mamma in 3D

    Ahia! Anch’io merito qualche bacchettata da Stern, mi sa. Ma ogni tanto qualcosa devo pur buttare, perché qui la produzione dei piccoli artisti è a getto continuo.

    P.S.: senti scusa, non per fare l’angolo della massaia (o forse sì), ma quel robot Roomba allora è da buttare? sono indecisa se lasciarmi tentare da quello coi punti Fidaty…

  • alleg67

    ma sei stupenda!!!
    an,che qui in fatto di cassetto pieno di cavolate non si scerza!!

  • Rox

    Io sono come la tua amica americana,catalogo tutti i disegni dei miei piccoli dentro una cartellina…però davvero,ti confesso che è difficilissimo stare dietro…insomma,sono migliaia…e le cartelline aumentano sempre più…però capisco quando dici quanto sia difficile cestinare quelli che sembrano meno belli o significativi…
    Patty c’è un pensierino per te nel mio blog,con affetto e stima,Rox

  • Anonymous

    In questa foto la somiglianza con Emma e’impressionante!!!
    Che bei ricordi ho dei cassetti incasinati quando ro piccola a casa dei miei..mi mettevano una gioia immensa..microcosmi dove navigare con la fantasia..e dove custodire i disegni piu’ importanti!!annalisa

  • LGO

    La foto è bellissima.
    Peccato che non facciano più queste foto con la carta geografica dietro oppure una bella lavagna di ardesia, il grembiule col fiocco e la penna in mano. Mo’ vedo se riesco a recuperare le mie. No, scherzo, chissà dove sono finite…
    Io raccolgo, metto da parte, pensando di catalogare dopo. Così in giro per casa ci sono cartelline, scatoloni, contenitori di tutti i tipi, che straripano di disegni e opere varie della prole (per fortuna con l’età la produzione si è un po’ ridotta). Sono distribuiti così bene in modo uniforme per tutta la casa che è come non averli più 🙁

  • Mammamsterdam

    Io per fortuna ho il capo che archivia l’arte dei figli.

    Poi uno si chiede perché l’esecutore testamentario è una mano santa quando si tratta di svuotare la casa dei vecchi genitori defunti. quelli in affitto, si intende.

    Perché chi si tiene ad aeternum le case di famiglia abbandonate e in posti impossibili, questa operazione la riesce a rimandare per un paio di generazioni.

  • Extramamma

    @Desian
    A volte butto di getto: succede quando cerco qualcosa nella borsa, un appunto importante e invece trovo mille biglietti delle mie figlie, mille stupidate e mai quello che mi serve!
    @Nu
    Forse sari un po’ stretta, ma il bucolocale è fantatico!
    @Glo
    Sì bisogna buttare di anscosto, altrimenti te lo rinfacciano!
    @Renata
    Adesso ti segnalo a Stern!
    @Mammafelice
    Guarda ci sono architetti così creativi, che basta pagare e ti “faldonano” anche il muro!
    @Mannu
    Ma allora tu sai qual è il vero punto G delle madri! Con i quaderni è un incubo: ne ho una mezza cantina piena e ogni tanto le maestre così a sorpresa te ne chiedono uno così a caso, per testarti 🙁
    @Mammain3D
    Roomba va benissimo per tirare su i peli del cane/gatto. Avevo un cane e funzionava a meraviglia. L’avevamo comprato almeno 4 anni fa e poi si è rotta la batteria, aggiustarla cosatava quasi come un nuovo Roomba e perciò l’abbiamo buttato. Per le altre cose oltre ai peli non mi sembrava poi così fsntastico, ma magari i nuovi modelli sono più evoluti.

  • Extramamma

    @Alle e Annalisa
    grazie dei complimenti!
    @LGO
    Hai ragione erano belle queste foto, ora sono molto meno curate.
    @Mammamsterdam
    Del capo scopriamo sempre lati interessanti, che donna fortunata!
    @Ro
    Grazie ancora 🙂

  • graz

    La princi ha 21 anni. Al nido ci si va fino a 3 anni, no? Bene 21-3=18, right? Bene, qua sono di-ci-ot-to anni che ci trasciniamo dietro un faldone dimensione bambino di tre anni dove le maestre del nido fecero una raccolta di produzioni artistiche incluso un pregevolissimo contorno di bimba colorata dalla medesima.

    Uno strazio. Non ci sta da nessuna parte. Non esiste cassetto atto a contenerlo. Spunta dai ripiani. Se sta fuori si impolvera. Cozza contro le porte dell’armadio.

    MA POSSO BUTTARLO????

    No, non posso 🙁

    /graz