Radio day

Stamattina siamo andate in trasmissione: è andata bene e soprattutto ci siamo divertite. Il momento più adrenalinico è stato quando ci siamo messe le cuffie, avvicinato il microfono al viso e la conduttrice Daniela Bastianoni ha detto: “Siete in onda!”.

Ok, devo subito fare un po’ dietrologia: mancavano due cuffie. Emma, la prepotente, se n’è aggiudicata una e Anita è rimasta senza. Ho raggelato Emma con lo sguardo, ma non potevo fare altro perchè, appunto, eravamo in onda.
Anita è stata bravissima, ha parlato vincendo la sua naturale timidezza, mentre Emma è stata più stringata e concisa, anche perchè era in castigo.
Ieri infatti nonostante l’eccitante programma della giornata, skate shop e cartoleria per comprare accessori e travestimenti per Halloween, ha stracciato talmente e logorato la mia pazienza che si è beccata un castigo esemplare di una settimana (niente TV, niente computer, niente wii). Avrà così finalmente la possibilità di terminare la costruzione del Taj Mahal, cioè la gigantesca stazione di polizia di Lego che ha ricevuto in regalo oramai un mese fa (post: regalone del cavolone) e scandalosamente non ha mai finito di allestire.
Spero di riuscire a tener duro e non capitolare fra due giorni, intenerita dalle sue moine.

Allora tornando alla nostra esperienza radiofonica…in studio oltre a noi c’erano due bambini habituée di Crapapelata, di 12 e 6 anni, nelle vesti del critico letterario e teatrale. Appena posso metterò il podcast così si potrà gustare tutta la loro simpatia. L’altro ospite adulto era un cantautore, Andrea Tessadori con la figlia canterina e chiacchierona. L’idea di avere bambini in trasmissione è ottima perchè oltre a rendere tutto più realistico stempera ansia e inibizioni degli ospiti. Sembrava quasi di farsi una chiacchierata ai giardinetti.
Niente a che vedere con la fifa che avevo quando, in estate, sono stata intervistata al telefono sempre alla radio (RAI 1) per parlare del sito: allora avevo il cuore saltellante abbinato al groppo alla gola. Sembravo reduce da una tracheotomia.
Cosa ho detto? Un sacco di stupidate probabilmente. La scaletta del programma è cambiata in corsa, ma fortunatamente sono riuscita ad adeguarmi: ho parlato di milanoperibambini e di ragazzini che giocano su internet con i mondi virtuali. Fino a due giorni fa non ne sapevo nulla, poi venerdì scorso per caso, per lavoro, ho scritto una cosa proprio su questo argomento e così, grazie al cielo, sono riuscita a cavarmela.
La parte migliore, comunque, è stata quando è finito tutto e mi sono sparata capuccino e brioche alla pasticceria dell’angolo. Un momento molto più godereccio che i 15 minuti di fama citati dal vecchio Andy Wharol!

6 comments

  • Rossana

    Sto sorridendo tanto. Evviva!
    Non vedo l’ora di sentirvi.

    Segnalami i pezzi che scrivi, se ti va, li leggo molto volentieri.
    Un bacio a Anita e Emma.

  • Anonymous

    siete state bravissime. E anita ed emma hanno fatto un figurone. Due bambine fantastiche! La trasmissione poi molto piacevole!
    m.

  • Gloglo

    Non ce l’ho fatta!!!
    🙁
    Nonostante il mio impegno e l’ora solare a favore non sono riuscita a impostare il decoder per ricevere radio popolare.
    Si può avere una copia?

  • Linda

    Complimenti a tutte e tre! 🙂

  • Extramamma

    Troppo buone, mi fate arrossire, appena il Sant’uomo fa il miracolo metto il podcast, baci a tutte!!!

  • Sant'Uomo

    Se Andy Warhol fosse sopravvissuto all’information age avrebbe dovuto rivedere al ribasso il suoi 15 minuti. YouTube ha un limite di 10 minuti per i filmati, quindi aspirare oggi a 15 minuti di fama è pressochè impossibile.
    Sant’Uomo

    P.S.: messaggio ricevuto forte e chiaro, preparo il podcast….