Separazioni


Oggi Anita è partita per una gita. Di tre giorni.
E’ la prima volta che sta lontano da casa più di una notte. La sua scuola organizza questa escursione nel progetto di accoglienza per far conoscere e socializzare i ragazzi di prima media. Vanno a Urbino: cinque ore di pullman.
Anita di solito vomita.
Ieri pomeriggio cercavo nella scatola delle medicine le pastiglie contro il mal d’auto. Anita era con me e ha notato fra i tanti flaconi inutili e scaduti una siringa.
“Questa è per drogarci? O per farti il botulino?”
Che sia la fine dell’innocenza?
“Mi serviva per contare i “cc” della soluzione fisiologica per farti l’aereosol quando eri piccola e avevi il broncospasmo”, rispondo, chiedendomi se è meglio non fare più l’aereosol o temere l’adolescenza.

Si chiama Ia è un coniglio rosa della linea “Dolci coccole” della Fisher Price. Probabilmente ora non lo producono più: Ia ha undici anni e tre mesi. E’ il pupazzo feticcio di Anita, un regalo di battesimo. E’ il suo oggetto di trasfert, la sua coperta di Linus. Ia da piccolo faceva “Poti-poti, sono coniglio-coniglione” adesso sta zitto, ma dorme ancora con lei.
Ieri sera ho fatto una bastardata: ho preso Ia in braccio e ho detto ad Anita:
“Ia piange perchè parti”
Anita: “Ia è ancora piccolo, ma lo curi tu”
Poi è andata a letto con l’I-pod ma abbracciando tutti i suoi pupazzi.

La partenza per la gita era fissata per le 6.15. La scuola è a 20 minuti da casa. Io e mio marito abbiamo sorteggiato con la sofisticata tecnica della “paglia più corta” per decidere chi si sarebbe svegliato alle 5. E’ toccato a lui. Ma alle 4.30 l’orologio biologico mammesco mi ha svegliato, con l’occhio spalancato nella notte, ho deciso che sarei andata io ad accompagnare Anita alla partenza.
Per la strada nel buio pesto ancora i lupi ululavano e non c’era traffico.
L’autista del pullman sembrava sobrio.
Ma quando la mia piccolina andrà ai rave, che faccio?

7 comments

  • Gloglo

    Tieni duro Patrizia. Una massima che mi ripeto come un mantra tutte le volte che devo “lasciare andare” Leonardo è “Ai nostri figli dobbiamo dare 2 cose: le radici e le ali”. Anita farà tesoro dell’esperienza così come noi abbiamo fatto tesoro delle nostre, ma stare dall’altra parte della barricata è dura.

  • emily

    io ho una figlia di 16 anni, e oscillo tra “diamole fiducia l’ho tirata su bene” a ” il mondo fa schifo lei è troppo ingenuo devo proteggerla” a ” se mai sbaglia mai impara lasciamo che si rompa le ossa” a ” adesso la chiudo in un convento di suore e la libero tra vent’anni”…..come vedi la scelta è ampia

  • theitalianmom

    ai rave?!!!???? dici che devo iniziare a preoccuparmi anche io? io mi preoccupo già se va alle feste dei suoi compagni di classe di terza elementare!!! ;)))

  • Slim

    ..ci andrai anche tu! 😉

  • Patrizia Violi

    @emily: sei molto saggia, le suore non mi sono mai piaciute molto, ma in questo caso se mi mostri su google map dov’è il convento ci faccio un pensierino!

    RAVE: se li fanno al pomeriggio forse reggo, perchè ultimamente alle 21.30 già ronferei!
    cmq grazie del supporto psic ;-))

  • Monica

    mio figlio grande ha fatto la sua prima gita di 3 giorni nel giugno scorso… nell’ultimo anno di materna, anni 6 compiuti da poco!!
    al telefono, la prima sera, mi ha detto che 3 giorni erano poco e che sarebbe voluto restare una settimana!
    PS: giuro che io i miei figli a casa li tratto bene, non è che hanno intenzioni di fuga!

  • thecatisonthetable

    Ecco. Io ho problemi di ormoni.

    Sniff…