The day after

Credevo di non farcela. L’atmosfera da The day after a casa mia è continuata anche dopo una settimana. Non vorrei apparire troppo presuntuosa paragonando il mio appartamento dopo il trasloco a un paesaggio devastato dai missili, ma giuro che non sto esagerando troppo. Caos e polvere ovunque e dopo poco anche il gioco del memory viene a noia: ho visto lo scatolone delle pentole là, ma ora non c’è più, dove sarà quello delle posate? In queste situazioni immobiliari le relazioni umane, anche le più amorevoli, si logorano come non mai. Il momento più tragico è alla mattina, il classico pre-scuola. Quando tutto dovrebbe rollare come una consolidata routine e invece…ciccia. Una domanda all’apparenza innocua come: “Dove hai messo lo zucchero?” può dare origine a un divorzio. La dolcezza dell’istinto materno si estingue per lasciar spazio a un’indole “squisitamente” franzoniana (sì, sono sempre stata colpevolista). Ovviamente maggio è il mese sbagliato per rinchiudere la propria vita in 130 scatoloni. Perchè, come ho già detto, ci sono i saggi, le recite e tutti gli altri simpatici momenti di aggregazione scolastici e non, dove tutti i partecipanti devono mettersi la maglietta rossa, i pantaloni da ginnastica bianchi o la t-shirt verde scuro. Ok, devo ammettere che anche gli altri anni per un ironico gioco del destino non ho mai posseduto la maglietta arancione senza scritte, o quella gialla a maniche lunghe nel momento giusto. Mi sono sempre chiesta se alle maestre appaiono in sogno Dolce & Gabbana per suggerire il look della recita. Ma questa settimana è stato peggio: sapevo di avere una maglietta rossa in uno dei 40 scatoloni etichettati “vestiti” ma in quale?

One comment

  • Anna

    Che bello ritrovarti!! Comunque il trasloco non ha spianato il tuo senso dell’umorismo. Quando ho letto di Dolce e Gabbana che appaiono in sogno alle maestre sono morta dal ridere e ho pensato…”Meno male che Patrizia c’è!” con anche la musica originale di sottofondo.
    Ciao Anna