Latte alla spina e cattivi pensieri


L’altro giorno siamo stati in Brianza per la solita lezione di equitazione e approfittando del bel tempo abbiamo fatto anche una passeggiatina nel bosco. Cammina, cammina, cammina siamo arrivati in una fattoria dove vendono prodotti bio. E abbiamo scoperto il latte alla spina: l’ultima moda della mamma eco-sostenibile. Non potevo certo lasciarmelo scappare. C’era un bel distributore di fianco alle stalle: abbiamo comprato due bottiglie di vetro e cacciato un euro e 20 centesimi nell’apposita fessura e il latte, buonissimo, è stato nostro. Una grande soddisfazione anche perchè nel frattempo sono uscite dalla stalla le produttrici: Lisa, Pina e Maria, belle frisone con l’aria amichevole. Ci siamo complimentate e Anita ed Emma hanno bevuto un bicchiere (c’era anche il distributore di quelli in plastica) alla loro salute. La buona notizia è che i distributori di latte alla spina oramai sono piuttosto diffusi e anche a Milano si può comprare addirittura in panetteria e dal fruttivendolo.

Ora cambio bruscamente settore merceologico: dal latte all’abbigliamento e all’oggettistica. Il grande magazzino Coin è stato recentemente rinnovato e fra i nuovi spazi c’è Paradise Lounge, un angolo che vende lingerie maliziosa e altri accessori da boduoir, e si ispira ai negozi trendy di questo tipo come Agent Provocateur di Londra. Chi lavora a Milano in mezzo a questi oggetti? Una mamma della nostra scuola. E neppure una delle più “taccate”, ma una signora assolutamente insospettabile.
Le mamme “taccate” le ho sempre commiserate, non solo per la scomodità delle loro calzature ma anche per gli ammicamenti e i sorrisi ai vigili che aiutano i bambini ad attraversare la strada davanti alla scuola. Invece ultimamente mi sono dovuta ricredere. Un mesetto fa, ho letto una “breve” nella pagina milanese del Corriere della Sera: “Mamma accompagna in pigiama il figlio a scuola in auto e viene fermata e successivamente multata dal vigile che le chiede i documenti”. Ovviamente, la poveretta (a cui va tutta la mia simpatia) era di fretta e oltre a essere in pigiama era anche senza borsa. proprio per questo il vigile l’ha multata? Non gli aveva sorriso abbastanza nei giorni/settimane precedenti? Oppure dopo troppi sorrisi erano in rotta e lui (vigile) si è vendicato?

One comment

  • mammaepoi

    tutta la solidarietà alla mamma in pigiama.

    quanto al latte: sono anche io di Milano, devo provarlo!

    infine: anita ed emma sono i due nomi che avrei scelto anche io se mi fossero arrivate due femmine. invece sono stati entrambi xy. speriamo nel terzo giro… ; )