L’orrore della sposa bambina

Oggi sul Corriere c’è questa notizia allucinante sulla sposa bambina di otto anni, che con grande e tragico spirito di intraprendenza ha chiesto e ottenuto il divorzio dal marito trentenne che la maltrattava e ovviamente abusava di lei. Le immagini che si possono vedere on-line sono altrettanto inquietanti. La bambina che per festeggiare la vittoria, cioè il divorzio, mangia la cioccolata con il padre che l’aveva venduta al marito. Mi fa impressione anche quella in cui parla al cellulare, ma dopo quello che ha passato le onde elettromagnetiche del telefonino o anche l’abitudine a usarlo cosa sono in fondo?
L’altro giorno ho letto un’altra vicenda simile con un altrettanto drammatico lieto fine. Una donna, ora ventiquattrenne, del Niger, anche lei venduta a dodici anni come schiava e poi amante bambina del suo padrone di 39 anni più vecchio, al quale ha dato tre figli, è riuscita ad affrancarsi. Come ha fatto? Il padrone ha compiuto un errore: l’ha sposata. Come donna maritata non era più schiava e allora con grandissimo coraggio ha denunciato il padrone e chiesto aiuto all’associazione nigeriana Timidra per i diritti umani. La via verso la salvezza non è stata facile. Si è fatta anche un po’ di carcere ma ora è libera e rappresenta un esempio per le molte altre vittime femminili nel suo Paese. Inoltre il questo caso, portato a livello di giustizia internazionale potrebbe obbligare tutti i Paesi dell’Africa orientale appartenenti all’Ecowas a prendere provvedimenti definitivi contro la schiavitù che nonostante sia proibita per legge è ancora troppo diffusa.