Un compleanno, tanto stress e un grande artista

Ieri abbiamo festeggiato il compleanno di Emma (che sarebbe domenica) con un Magoparty al Museo di Storia Naturale. Ero già stressatissima dalla mattina. Nel pomeriggio oltre alla torta e al salame dolce io e Anita abbiamo preparato i dolcetti degli Umpa Lumpa, dal libro Orride Merende, appendice de La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl. I dolcetti sono venuti benissimo ma, sempre citando Dahl, io ero simpatica come la Trinciabue, la cattiva di un altro suo capolavoro, Matilda. Quando finalmente tutte le vettovaglie erano pronte siamo partite per il luogo del raduno con le altre mamme munite di eco-pass e gratta-e-sosta, per fare un lungo torpedone verso il centro di Milano dove si trova appunto il Museo di Storia Naturale. Il tempo malefico e l’acqua a catinelle erano il sadico contorno alla nostra gita. Al Paleolab ci aspettavano le assistenti museali, le due animatrici che avrebbero tenuto quiete, con pozioni e magie, le quindici scatenate invitate. I compleanno-laboratori al museo esistono da circa 3-4 anni e sono sempre più richiesti: stanno diventando la catena di montaggio dei compleanni. Questo forse giustifica l’atteggiamento poco collaborativo delle assistenti che più volte hanno invocato il “regolamento” (non l’avevo letto perchè avevo già fatto nello stesso Museo altri due compleanni della primogenita perciò pensavo di essere preparata). Il regolamento vietava le focaccine, le patatine e anche uno spumantino per i genitori. Dopo un diplomatico accordo l’abbiamo spuntata solo sulle focaccine. Poi c’è stato il momento clou dello spegnimento delle otto candeline dove si solito mi commuovo fino alle lacrime. Invece ieri niente, un bel sorriso tirato e basta. Cosa mi sta succedendo? Lo stress mi ha inaridito il cuore?

Due sera fa, sono stata a una conferenza di Arno Stern, un arzillo artista francese di 84 anni, che da mezzo secolo diffonde la tecnica del closlieu per avvicinare i bambini al disegno. Secondo Stern abbiamo troppi preconcetti che riguardano la capacità e la tecnica di disegno dei più piccoli. Li vogliamo incanalare e guidare in raffigurazioni che sono solo nostre proiezioni. Invece secondo questo artista i piccoli, di tutto il mondo, hanno innata una percezione e una traccia artistica che deve essere espressa liberamente e non manipolata secondo il nostro gusto estetico o peggio interpretata secondo credenze psicanalitiche. Nel closelieu che è la tecnica che Stern utilizza nei suoi atelier, i bambini sono in una stanza (un luogo chiuso) interamente dedicata al disegno, con grandi fogli bianchi da riempire appesi alle pareti. L’adulto che è con loro non li giudica e non li indirizza, si limita ad aiutarli lavando e pulendo i pennelli.