L’incubo dei compiti

La notizia era ieri sul Corriere della Sera, ripresa dal Daily Mail: gli scolari inglesi da una ricerca del’Unicef sono risultati i più infelici, al 21mo posto mentre gli italiani sono piuttosto sereni: stazionano a metà classifica. Secondo l’Associazione degli Insegnanti questa infelicità può essere causata dai compiti a casa che “aumentano la pressione sugli studenti e non migliorano l’istruzione”. E così i membri di questa associazione stanno valutando la possibilità di abolirli. I bambini sono stressati dalla mole di compiti che creano anche discriminazione: quelli con i genitori più istruiti e disponibili riescono a farli bene perchè seguiti da mamma o papà. Mentre gli altri, abbandonati a se stessi, perchè i genitori non hanno tempo nè voglia, non fanno i compiti o li sbagliano. E una volta a scuola fanno figuracce con gli insegnanti e vengono redarguiti. Sul Daily Mail ho scoperto che anche David Beckham, non certo famoso per il suo intelletto, ha avuto problemi a seguire nei compiti di matematica il figlio Brooklyn quando questo aveva solo sei anni e ha dovuto chiedere aiuto alla Spice. Ieri in una riunione di classe (sono purtroppo rappresentante nella classe di Emma) ho approfittato della notizia per chiedere alle maestre un parere sulla decisione dei colleghi inglesi. Apriti cielo: i compiti si fanno e non si riducono. Ma i genitori hanno l’obbligo di seguire e aiutare i pargoli? Solo controllarli, mi è stato risposto gelidamente. Con Anita mi è andata di lusso: ha sempre provveduto autonomamente. E infatti adesso che devo rincorrere Emma con diario alla mano per sapere cosa deve fare, la mia primogenita mi guarda accusatoria e mi dice: “Perchè l’aiuti? Con me hai studiato solo le conifere!”. E’ vero. Infatti ora sulle conifere sono molto preparata e quando andiamo in montagna sfoggio la mia cultura. All’inzio avevo provato ad abbandonare Emma al suo destino, ma al momento del bacio della buonanotte, prima di chiedere gli occhietti e abbandonarsi serena sul guanciale stringendo il suo pupazzo, troppo spesso capitava che lanciasse un grido lancinante: “Ho dimenticato di colorare! Dovevo studiare la poesia”. Si metteva a singhiozzare disperata e allora io facevo le ore piccole a colorare fotocopie in bianco e nero. Dovevo anche farlo in un certo modo, “però non troppo da mamma, altrimenti le maestre se ne accorgono”. Ho anche scritto un sacco di giustificazioni sulle poesie non imparate. Altre volte dimenticava a scuola proprio “quel quaderno”, indispensabile per i compiti. Altre volte, la domenica sera, quando stava per chiudere lo zaino, si buttava a terra lanciando un acutissimo un grido di dolore (come le comari che in meridione erano pagate per piangere ai funerali) e tra le lacrime gridava: “Non ho finito le schede!”. E allora via con una bella sgridata e un’altra vergognosa scusa scritta sul diario. Per questo i genitori odiano i compiti e su sul tema fra le mamme e le maestre è da sempre guerra fredda, anzi glaciale. Sempre ieri alla riunione di classe un’altra maestra ha sentenziato, per liquidarmi: “I compiti indicano il metodo di studio, chi l’impara andrà bene dall’elementari fino alle superiori”. Sottintendendo: altrimenti ciccia, sono cavoli vostri, cari genitori fannulloni!

One comment

  • raffaelladoni@libero.it

    Con la mia primogenita ho ancora un anno beato di asilo, ma purtroppo solo ancora un anno …e già tremo sentendo dalle mamme amiche racconti simili ai tuoi..
    Io mi dico e vi chiedo se sbaglio: “Il mio compito come mamma è quello di amarli,dar loro la sicurezza di base, prepararli alle relazioni sociali, dar loro stabilità e serenità emotiva, aiutarli a trovare la loro strada..in una parola educarli, NON istruirli.”

    Se dovessi insegnargli a contare, a distinguere le conifere ..a utilizzare un metodo di studio avrei fatto l’istitutrice, anzi la maestra!

    Io lavoro nell’ambito della formazione, le maestre mi stanno simpatiche a pelle, penso che facciano un lavoro difficile e impegnativo…ma, mi dispiace, l’istruzione dei MIEI figli è il LORO lavoro, non il mio!

    …certo,tra due anni magari sarò qui a strapparmi i capelli con le schede degli insiemi..

    Raffaella
    http://www.mammarsupio.com