Italians do it better


E’ sempre un po’ squallido parafrasare Madonna, ma questa volta il titolo è perfetto per il tema affrontato. La scorsa settimana scadevano le iscrizioni alle scuole medie e fortunatamente Anita è stata accettata nella scuola che preferivamo. C’era un po’ suspance perchè in quell’istituto arrivano molte richieste e non sempre tutti gli alunni possono essere accontentati. Ma quest’anno a noi è andata bene: siamo dentro. Una mia amica inglese, che conosco da una vita, cioè da quando abitavo a Londra, mi racconta invece che la sua bambina, stessa età di Anita deve anche lei cambiare scuola, ma in Inghilterra la situazione è molto più complessa. A undici anni si entra nella scuola che fa da medie e liceo, dura sette anni e dopo si va al college. E’ ovviamente una scelta importante e responsabile ma dai racconti della mia amica anche piuttosto angosciante. Premetto di non condividere le basi del sistema scolastico inglese: scuole pubbliche e ghettizzanti per i meno abbienti, dove si parla con un accento common o cockney che poi rimane come marchio per tutta la vita e dove le classi sono miste. Scuole private più o meno d’elite e costose dove si parla in modo posh, cioè come la regina o gli attori della Royal Shakespeare Accademy, dove gli istituti sono divisi per sesso. Scuole rigorosamente per maschi o solo per ragazzine. Vivere gli anni dell’adolescenza senza il contatto diretto con i coetanei dell’altro sesso è senz’altro deleterio e antiquato. Per essere ammessi negli istituti da strafighi/e però non basta pagare bisogna anche fare esami di ammissione. Scritti e orali, a undici anni tutto il mese di gennaio è dedicato a queste prove del fuoco. Maia, la figlia della mia amica, ha passato lo scritto della seconda scuola scelta e adesso deve fare l’orale della terza, della prima non ha ancora avuto i risultati ma intanto sta affrontando bene i test della quarta scuola nella sua lista di preferenze. Roba da inorridire. Perchè in fondo l’unica cosa che mi piace delle secondary schools sono le uniformi. Però anche qui non si scherza: anche le mollette per capelli, gli elastici e le strisce sono ammesse solo ed esclusivamente se sono in tinta con i colori ufficiali della scuola. Insomma almeno “alle medie” gli italiani sembra siano meglio.